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La rivolta comunista «Tutta la sinistra unita contro questo Pd»
Bini e Gaccione bocciano Barnini e “chiamano” Sel e Idv «Schiacciati dai democratici, ora serve una nostra lista»
EMPOLI. «Costruiamo una lista di tutte le forze di sinistra, con un unico programma e un unico candidato. Contro questo Pd». Dopo l’intervista rilasciata dal segretario democratico uscente Brenda Barnini in vista delle primarie, e la replica del Pdl che attraverso Borgherini aveva lanciato il progetto della “lista trasversale” in grado di “rottamare” le vecchie idee di Destra e Sinistra, ora arriva la stoccata di Gabriele Bini e Paolo Gaccione, consiglieri comunali del Gruppo Comunisti Italiani-Rifondazione, che tendono la mano all’Idv ma anche a Sel, unico partito (insieme ai socialisti) al quale Barnini non ha chiuso le porte di un’eventuale alleanza. Insomma, il clima politico in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno si sta facendo caldo e di fatto iniziano a delinearsi gli schieramenti.
Gaccione e Bini “colpiscono” indistintamente a destra e a sinistra: «Da una parte troviamo il Pdl che scopre d'essere movimentista e pensa di presentarsi come lista civica scimmiottando, con cinque anni di ritardo, il movimento 5 stelle e tentando un improbabile maquillage che lo renda nuovamente presentabile alla città. Dall'altra parte troviamo una parte del Pd (Barnini) che tenta di scaricare i fallimenti del proprio governo monocolore sull'altra parte del proprio partito. Della serie: non avevamo la sinistra da incolpare per i nostri fallimenti, l'Idv l'abbiamo fatta fuori a metà mandato, ci dovrà pur essere un nemico interno. Risulta un po' naïf il tentativo di presentarsi come cosa nuova, ci pare altrettanto ingenuo il tentativo di candidarsi a rappresentare il rinnovamento addossando tutte le colpe sul sindaco Cappelli, la cui giunta è stata così debole ed immobile proprio a causa di questo Pd che preferisce le larghe intese all'alternativa ed ha come nuovo messia Renzi, il sindaco più amato dalla destra».
Ecco perché, secondo Gaccione e Bini, l’obiettivo deve essere riunire tutta la sinistra: «Tutti noi a fasi alterne, abbiamo sperimentato il tentativo di spostare a sinistra il baricentro del Pd: nel '99 i Comunisti Italiani, nel 2004 Rifondazione Comunista, nel 2009 Sel e Idv. Abbiamo tutti avuto la presunzione di poterci fare promotori di un rinnovamento dei temi e delle strategie di governo del territorio salvo poi essere schiacciati dalla maggior forza dell'avversari: abbiamo sbagliato. Questa volta dovremmo cercare di fare uno sforzo ulteriore e lavorare ad un'unica lista, che non sia la mera sommatoria dei nostri singoli partiti, ma che sia invece il punto fermo di tutti coloro che intendano dare una svolta al governo della città rompendo col recente passato ma che al contempo ritengano opportuno farlo in continuità con la storia e la tradizione della nostra comunità, senza cioè cedere alle sirene del falso rinnovamento di Barnini, del neo movimentismo del Pdl o del disfattismo inconcludente del Movimento 5 stelle. In buona sostanza a tutto quel vasto mondo di sinitra che è sceso in piazza sabato scorso (mentre i tg erano impegnati a mostrare l'ennesimo cabaret di Renzi a Bari) per difendere Lavoro e Costituzione a che si riconosce nelle battaglie dell'associazionismo (Arci, Anpi, Emergency, ecc.) e del sindacato». Con alcuni punti fermi a livello locale: «Ripensamento della presenza universitaria e del laboratorio delle nanotecnologie, consumo zero del territorio, riorganizzazione del modello di gestione dei servizi pubblici, no categorico ad ogni forma d'incenerimento dei rifiuti sul nostro territorio, ripensamento radicale della viabilità urbana». (f.t.)
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