Scuolabus, stop di otto ore per lo sciopero degli autisti
Stipendi da 400 euro al mese, i dipendenti della Falaschi sul piede di guerra Venerdì pulmini fermi in quattro Comuni: disagi in vista per centinaia di famiglie
EMPOLI. Questa volta lo sciopero sarà di otto ore ma i rappresentanti sindacali non scongiurano che si possa, in futuro, arrivare anche ad uno di 24 se la vicenda non prenderà una strada diversa. I conducenti degli scuolabus della Falaschi, l’azienda di Pontedera che ha in appalto il servizio scuolabus in alcuni comuni del circondario con sede operativa a Bassa, incroceranno ancora le braccia venerdì dalle 11 alle 19 garantendo il servizio nei comuni coperti dall'azienda (Vinci, Cerreto Guidi, Montelupo e Limite) solo dalle 7 alle 9.
La crisi va avanti ormai da mesi. Gli autisti si sono visti ridurre la busta paga di trecento euro (guadagnano attualmente 437 euro al mese), senza più indennità per la mensa e le cosiddette ore di attesa, lavorando però lo stesso tempo di prima. In maniera beffarda addirittura il mese scorso gli accrediti sui conti correnti variarono dai nove ai trenta euro. L'azienda si scusò parlando di un errore. Ora gli autisti hanno deciso di dire ancora la loro e venerdì sciopereranno, questa volta però per più tempo rispetto alla manifestazione di settembre quando si fermarono per quatto ore.
«Dobbiamo elogiare queste persone che in una situazione aziendale difficilissima fino ad ora hanno garantito il servizio scuolabus – spiega Sergio Luschi coordinatore della Cgil dell’Empolese Valdelsa – domani (oggi per chi legge, ndc) avremo un incontro in Prefettura in cui sono convocate le parti nella speranza che si possa aprire una spiraglio. L'appalto dell'azienda scade a dicembre e se non si trova una soluzione entro questa data, il prossimo anno alcuni comuni non avranno più il servizio scuolabus con tutto il disagio che ne conseguirà per centinaia di famiglie. Già adesso il servizio è a singhiozzo ed è necessario un salto di qualità. I prossimi mesi saranno decisivi e chiediamo per questo anche pazienza ai cittadini, in primis ai genitori degli alunni, perché capiscano la situazione vissuta da questi lavoratori».
Dai sindacati arriva anche l'appello alle istituzioni locali e nasce una proposta. «Avanziamo l'idea di una società di servizi consorziata (tra varie società già esistenti) che possa essere protagonista dell'appalto – spiega Alessio Ammannati segretario della Filt-Cigl – ci rivolgiamo in primis alle istituzioni locali perché possano prendere in considerazione questa ipotesi. La situazione ci impone di intervenire adesso per tornare a garantire un servizio di qualità e dare una stabilità ai lavoratori della Falaschi. Ci appelliamo dunque al senso di responsabilità degli amministratori locali per una presa di posizione più netta e decisa».
La Cgil parla di un clima difficile all'interno dell'azienda che ha sede a Pontedera. «I lavoratori vivono una situazione difficile e logorante che va avanti ormai da troppo tempo e non escludiamo ulteriori manifestazioni anche dopo quella del 18 ottobre. Speriamo di non arrivare alla soluzione, che sarebbe drastica, di uno sciopero di ventiquattro ore, che per ora non è certo ma resta comunque una possibilità concreta in base a come si evolveranno le cose».
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