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Soci in aumento e liquidazioni alte oleificio in crescita

Soci in aumento e liquidazioni alte oleificio in crescita

Quello del Montalbano si avvia a festeggiare i sessanta anni Presto il rinnovo del consiglio di amministrazione

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VINCI. Il traguardo che si accinge a tagliare l’Oleificio cooperativo Montalbano è di quelli importanti. In questi giorni, e soprattutto alla prossima apertura dei frantoi di Vinci e Lamporecchio, nel mese di ottobre, si celebreranno sessant’anni della nascita. L’atto costitutivo della cooperativa è datato 4 settembre e la prima riunione del consiglio di amministrazione si tenne il 30 settembre del 1953. Naturalmente la cooperativa oggi è molto diversa da ciò che era ieri. Ha allargato molto il suo territorio di riferimento, che per decenni è stato quello circoscritto ai comuni di Lamporecchio, Larciano e Monsummano.

Oltre duemilaseicento soci, dei quali oltre millecinquecento produttori attivi, partnership importanti in giro per la toscana e per il mondo, una rete distributiva e commerciale in progressivo incremento, tecnologia all’avanguardia e investimenti in innovazione e ricerca e sviluppo come parole d’ordine, questo è oggi il gruppo capitanato dalla cooperativa agricola con sede sempre a Lamporecchio. L’ultimo investimento consistente ha visto la realizzazione di un nuovo stabilimento, questa volta a Vinci, - dove il primo stabilimento era stato costruito fin dal lontano 1978 - dotato di apparecchiature all’avanguardia e aggiornato secondo i migliori standard europei per la trasformazione di olive e la produzione d’olio di alta qualità. D’altra parte i due stabilimenti vengono utilizzati dai soci della cooperativa che per la massima parte producono olive provenienti dal Montalbano e dalle zone limitrofe, nel rispetto di rigidi disciplinari come quello dell’agricoltura integrata e quello dell’indicazione Geografica protetta Montalbano. Lo spirito che animò i cooperatori di allora si ritrova nelle pagine di un volumetto dato alle stampe l’anno scorso e distribuito ai soci in occasione dell’inaugurazione del nuovo frantoio, nelle parole di Mario Dami, presidente del sodalizio dal 1988 al 1998.

Era il 1953, e in pochi credevano nell’impresa di riuscire a strappare ai padroni il monopolio della frangitura delle olive. Ma un mondo stava per finire e altre avventure erano dietro l’angolo della storia. La mezzadria stava giungendo al capolinea, e il mondo che aveva regolato i rapporti sociali per secoli stava per partorirne un altro, fra vicende tempestose e lotte che trasformeranno irreversibilmente l’intera società italiana, fino allora essenzialmente plasmata sul modello di famiglia rurale tipica del Novecento.

Oggi l’Oleificio vede un aumento continuo e costante dei suoi soci, provenienti dai comuni del Montalbano, ma anche – e spesso si tratta di grandi produttori con migliaia di piante d’olivo e molte decine di quintali d’olio prodotti – dai comuni di Empoli, Montespertoli, Montelupo e della Valdelsa. La stabilità dei prezzi di liquidazione, mediamente più alti rispetto alle altre realtà toscane (anche grazie al buon posizionamento sul mercato della società di commercializzazione), e gli investimenti tecnologici che hanno visto crescere la qualità dell’olio prodotto stanno davvero dando grandi risultati in termini di acquisizione di nuovi soci. «Punteremo sempre più sulla qualità – ha affermato Franco Neri, presidente alla guida della cooperativa dal 2004 e probabile ricandidato anche per il triennio a venire, visto che quest’anno ci sarà anche il rinnovo triennale degli organi – e quest’anno, in occasione dell’assemblea di bilancio, presenteremo modifiche ai nostri regolamenti che ci permetteranno di premiare ulteriormente chi produce olio di altissima qualità e di disincentivare invece chi ancora non ha raggiunto gli standard qualitativi richiesti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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