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ZEROTWONINE

Un mese per salvare 25 posti di lavoro

Un mese per salvare 25 posti di lavoro

FUCECCHIO. Trenta giorni. Questo è il tempo massimo per provare a salvare la Zerotwonine di Fucecchio, l’azienda di pelletteria che ha dichiarato fallimento il 29 agosto scorso. Trenta giorni anche...

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FUCECCHIO. Trenta giorni. Questo è il tempo massimo per provare a salvare la Zerotwonine di Fucecchio, l’azienda di pelletteria che ha dichiarato fallimento il 29 agosto scorso. Trenta giorni anche per far partire la cassa integrazione straordinaria per 25 lavoratori dell’azienda che non percepiscono uno stipendio da sei mesi e che hanno vissuto gli ultimi due anni l’incubo della continua minaccia di perdere il lavoro: «Orari di lavoro impossibili, mancanza di liquidità per pagare i fornitori e corrieri, assenteismo da parte dei dirigenti».

Ora è iniziato il conto alla rovescia per lavoratori e sindacati per trovare una proposta concreta di acquisizione da parte di un imprenditore che sia disposto a rilevarla. «Oltre il danno, la beffa – dichiara sdegnata Silvia Mozzorecchi della Filctem Cgil –. Dopo la dichiarazione di cessazione attività e la firma della cassa integrazione straordinaria, lo scorso 26 luglio, il consiglio d’amministrazione dell’azienda ha pensato bene di portare i libri contabili in tribunale, togliendo a queste persone la possibilità di rifiatare per un anno».

Un incubo iniziato nel 2012 quando la società non presentò il bilancio. Poi la decisione del cda di passare da “società per azioni” a “società a responsabilità limitata” nella quale i soci sono responsabili solo per il capitale sociale investito e per il patrimonio della società.

«Abbiamo subito di tutto in questi mesi – tuonano i lavoratori per bocca delle due iscritte alla Cgil Eva Giordano e Daniela Innocenti –. Tanto per dare un’idea, siamo stati costretti a portarci anche la carta igienica da casa. In quest’anno ci sono venuti a pignorare beni aziendali. Un macchinario a laser del valore di 90.000 mila euro ci è stato pignorato per 7.000. Per noi lavoratori è stata una ferita». E poi c’è stato lo smacco del Monte dei Paschi di Siena, incaricata di erogare gli anticipi della cassa integrazione di agosto. «Tre filiali – spiega Mozzorecchi –di Mps (Cerreto, Lamporecchio e San Miniato) si sono rifiutate di erogare un mese di “cassa” ai lavoratori chiedendo loro ulteriori garanzie». La Cgil ha chiesto alla Regione di aprire un tavolo di crisi sulla Zerotwonine.

Antonio Lanza

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