Italia
Videosorvegliata e messa in una teca la statua di padre Pio
Mario Lupi e sua moglie continuano la guerra contro i vandali che l’hanno distrutta già due volte, il 23 la benedizione
di Marco Sabia
FUCECCHIO
Ogni volta che li rubano la piccola statua in gesso di Padre Pio la ritrovano e la riportano alla vita, mostrando una volontà di ferro: stiamo parlando di Mario Lupi e della moglie Margherita, che a Fucecchio ormai da tanti anni custodiscono a pochi metri dalla propria abitazione, in via Cellini, una piccola statua di Padre Pio, divenuta col tempo un punto di riferimento per i seguaci del santo di Pietrelcina. E questo nonostante qualcuno per ben due volte l'abbia portata via di prepotenza e l'abbia gettata nel rio poco distante.
Da pochi giorni la statua è stata riposizionata nella propria “casa”, in una teca che stavolta sarà "osservata" da una telecamera e che a breve verrà chiusa in una struttura di plexigas, così da potersi difendere ancor meglio dall'attacco di malviventi e vandali vari. Ma questa statuetta non è solo una statuetta, ha dietro una storia che potrebbe trovar spazio nelle pagine di un romanzo. A raccontarci tutte le peripezie che l'omaggio a Padre Pio ha dovuto sopportare sono proprio i coniugi Lupi, orgogliosi di aver, per l'ennesima volta, ridato vita a questa forma di gesso, che all'interno del gesso stesso racchiude una miriade di episodi che l'hanno riguardata. «La statuetta - racconta Mario Lupi - l'abbiamo ricevuta in dono da una famiglia che vive qui vicino e che l'aveva trovata abbandonata in un campo a pochi metri da noi. A quel punto io e mia moglie, che siamo profondamente credenti, abbiamo deciso di comune accordo coi vicini, di posizionarla poco fuori dalla nostra proprietà. Da lì in poi si è creata una piccola comunità di fedeli che spesso si reca qui per pregare o lasciare un fiore, testimoniando la propria ammirazione per il santo di Pietrelcina». Ma non è tutto rose e fiori, visto che la statua viene rubata per ben due volte, l'ultima nel luglio scorso, ed ogni volta ritrovata nel rio, in condizioni tragiche, poiché nell'ultimo caso la statuetta era quasi totalmente sfigurata e la mano destra era stata letteralmente amputata. Ma lo moglie di Lupi non si arrende, grazie anche alla propria testardaggine. E davanti all'idea di doverne acquistare una nuova, ha deciso di restaurarla personalmente, mossa dalla passione e dall'affetto che nutriva per quel semplice pezzo di gesso. « L'abbiamo recuperata dal rio - racconta orgogliosa - pulita, lavata e lasciata ad asciugare per più di un mese. Poi in agosto ho scelto di mettermi alla prova e con la mia passione ho iniziato a ricostruire le parti mancanti, le ho ridato il colore e la gente ha apprezzato veramente il mio lavoro. Io penso, però, che la mia mano sia stata guidata da Padre Pio».
Da pochi giorni la statua è stata ricollocata e Margherita ci racconta un altro particolare, che per chi crede può avere un significato realmente toccante: «Dopo il secondo furto - continua Margherita Lupi - il cipresso accanto alla teca è seccato quasi immediatamente, mentre prima era veramente rigoglioso. Per me è un segno». E' una guerra di nervi quella della famiglia Lupi, combattuta senza armi ma con tanta forza di volontà. Lunedì 23 settembre, come ogni anno in occasione delle celebrazione per la morte di Pio, verrà officiata una messa da don Andrea Cristiani che benedirà nuovamente la statuetta. Da lì partirà una nuova vita per la statua, la terza, sperando che non debba ripercorrere le tappe delle precedenti, con l'augurio che non incontri nuovamente qualche vandalo. La famiglia Lupi, comunque, tutt'oggi non si spiega tutto questo accanimento verso la statua, specialmente perchè va a colpire un'opera che per i fedeli ha un valore molto superiore rispetto a quello materiale.
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