Il Tirreno

Empoli

Stangata da oltre 500 euro su migliaia di inquilini

di Marco Pagli
Stangata da oltre 500 euro su migliaia di inquilini

Preoccupati i sindaci per l’arrivo della service tax, Mangani: «Da rivedere tutto il sistema delle tasse. Slittano i bilanci e si ripiomba nella confusione»

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EMPOLI. Se a livello nazionale i partiti della maggioranza, salvo sparute eccezioni, hanno salutato con entusiasmo il provvedimento che ha cancellato l'Imu (per ora solo la prima rata, ma con un impegno politico ad annullare anche la seconda), la stessa euforia non si riscontra tra chi, pur esponente degli stessi partiti di governo, è chiamato ad amministrare il potere locale. Sì, perché un conto è trovare i giusti incastri ad un alleanza politica quanto meno spuria, altro è trovarsi a gestire i contraccolpi sul territorio di una misura così imponente. Le preoccupazioni maggiori sono l'incertezza legata alle novità introdotte in materia di imposte e tributi da una parte e la forte ricaduta sociale che la service tax, salvo modifiche, avrà in primo luogo su migliaia di inquilini del circondario dall'altra. «A nostro avviso è rischioso rimettere in discussione un'impostazione fiscale, ad un anno di distanza dall'ultima modifica introdotta dal governo Monti – attacca Giulio Mangani, delegato a bilancio e tributi dell'Unione dei Comuni – sapevamo che l'esecutivo stava lavorando alla cancellazione dell'imposta municipale unica, ma in questo modo nel giro di qualche settimana siamo ripiombati nell'incertezza più totale. E dover rimettere le mani su tutto ha un costo non indifferente per i Comuni stessi già a corto di risorse. Senza contare che si allungano ulteriormente i tempi di presentazione dei bilanci di previsione, la cui scadenza è stata posticipata alla fine di novembre. Così si somma altra confusione alle difficoltà che già avevamo».

Ma a mettere in allarme amministratori e non solo, come detto, ci sono le ripercussioni sociali che l'abolizione dell'Imu e l'introduzione a partire dal prossimo anno della tassa dei servizi avranno. «Dal nostro punto di vista il tema della copertura finanziaria alla manovra – continua Mangani – avrebbe avuto bisogno di una discussione più ampia per quanto riguarda l'anno in corso e dovrà essere approfondito per quanto attiene la trasformazione del regime di imposta a partire dal prossimo. Ad esempio, ci sembra un errore aver esentato dal pagamento quel 10-15% di contribuenti che non avevano particolari problemi a versare l'Imu, perdendo un miliardo e mezzo che sarebbe potuto andare a finanziare un piano sull'edilizia scolastica o ad abbassare la tassazione sul lavoro. Altra questione su cui sarà necessario parlare ancora a lungo è quella dell'estensione del pagamento dei servizi agli inquilini».

Ed è questa la bomba ad orologeria che verrà innescata di qui a breve dalla service tax, la quale prevede che i cosiddetti servizi indivisibili (tra cui generalmente ci sono l'illuminazione pubblica, la manutenzione del verde, la pulizia delle strade e la polizia locale) vengano pagati non solo dai proprietari degli immobili, ma anche dagli inquilini dal momento che secondo l'impostazione del governo “fruiscono dei beni e dei servizi locali”. Ebbene, stando ai primi calcoli delle associazioni di categoria, per questi l'aggravio di spesa si aggirerebbe tra i 500 e i mille euro all'anno. Un vero e proprio colpo di grazia per le migliaia di affittuari che alle prese con crisi e mancanza di lavoro sono sempre più in difficoltà a pagare l'affitto e che con l'ulteriore appesantirsi dei carichi fiscali si troverebbero in emergenza. A spaventare gli amministratori, dunque, è proprio questo: il passaggio da quello che è già una piaga sociale con il numero di sfratti che sale di anno in anno ad una vera e propria emergenza casa che coinvolgerebbe migliaia di famiglie.

I primi studi di fattibilità indicano aliquote decisamente alte. Nonostante ancora non ci sia niente di definitivo, bastano poche considerazioni per immaginare gli sviluppi futuri: innanzitutto il fatto che la tassa sui servizi oltre all'Imu ingloberà anche la Tares e poi c'è la partita aperta sulla base imponibile, se sarà la superficie o la rendita con una conseguente riforma del Catasto. In ogni caso, per far fronte alla decadenza delle due fonti di entrata le aliquote massime si parla già di aliquote massime che oscillano tra l'1,9 e il 3,4 per mille.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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