Italia
Undici milioni per chiudere (davvero) l’Opg
La Regione approva il piano per avere i soldi dal ministero Ma non fa alcun riferimento al futuro della villa medicea
MONTELUPO. Un percorso già avviato, nel 2008, e che ora deve essere consolidato in vista della scadenza perentoria fissata dalla legge 57 del 2013, che stabilisce appunto la data del 31 marzo 2014 per la chiusura definitiva degli ospedali psichiatrici giudiziari. La giunta regionale ha approvato nel corso dell'ultima seduta la delibera per il superamento dell'Opg di Montelupo. L'atto contiene il piano, che il ministero della salute ha già ricevuto e letto, e che adesso, con l'approvazione della delibera, ottiene la formalizzazione per l'assegnazione delle risorse statali (11 milioni di euro circa) necessarie per l'attuazione.
Il piano di superamento dell'Opg prevede tre livelli di intervento. Il primo viene realizzato attraverso i servizi socio-sanitari territoriali, incrementando i percorsi terapeutici e riabilitativi che la Regione ha avviato fin dal 2008, e potenziato e consolidato negli ultimi tre anni. Le persone internate per le quali l'autorità giudiziaria abbia escluso pericolosità sociale verranno prese in cura dalle Asl che le inseriranno in progetti di terapia e riabilitazione individuali. Il processo di dimissione delle persone internate nell'Opg e di presa in carico sul territorio è stato potenziato nel biennio 2011-2012, grazie ad un investimento regionale di circa 600 mila euro e grazie al quale 22 persone hanno potuto lasciare l'Opg. Inoltre, per l'anno in corso, con apposita delibera, la giunta regionale ha recentemente approvato i percorsi di riabilitazione destinati agli internati che abbiano i requisiti sanitari e giuridici per poter essere dimessi, assegnando alle Asl altri 635mila euro per la presa in carico.
Il secondo livello prevede il potenziamento delle strutture sanitarie psichiatriche intermedie, destinate ad accogliere le persone sottoposte a misure di sicurezza non detentive. Le residenze saranno 4, distribuite sul territorio in modo da garantire la prossimità dei pazienti internati che rientrano nei luoghi di provenienza: 2 nell'Area vasta Centro e una ciascuna in quella Nord Ovest e Sud Est. Tra queste sono già attive e funzionanti la comunità Le Querce di Firenze, con esperienza pluriennale testata con esito positivo nell'accoglienza dei pazienti dimessi dall'Opg e la comunità Tiziano di Aulla; devono invece essere realizzate la seconda struttura dell'Area vasta Centro e quella dell'Area Vasta Sud Est.
Infine il terzo livello, la residenza con sorveglianza intensiva, definita anche Remsd, acronimo di Residenza per esecuzione misure di sicurezza Detentive. Sarà, come previsto dalla legge, la nuova struttura sanitaria con vigilanza perimetrale, che accoglierà persone che devono scontare misure di sicurezza detentive.
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