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L’idea è di tornare per fare di nuovo un quasi-cappotto
Lo scorso anno vinsero quattro gare su cinque e intorno a loro si è creato tanto entusiasmo
CERRETO GUIDI. Il Palio del Cerro del 2012 li ha visti prevalere nettamente sulle altre contrade, tanto da sfiorare il cappotto. Nella passata edizione infatti Porta al Palagio non solo ha vinto, ma ha anche conquistato 19 dei 20 punti a disposizione, il che significa aver vinto quattro giochi su cinque, nell'ordine tiro con la balestra, lancio dei cerchi, corsa nella bigoncia e tiro alla fune.
Soltanto nella corsa sui troppoli i biancorossi si sono classificati al secondo posto. «Torniamo sul palco per vincere, come è ovvio che sia - dichiara il capitano di Porta al Palagio, Alessandro Palatresi, - tuttavia crediamo sia opportuno prima un bagno di umiltà. Quella dello scorso anno è stata senza dubbio una bella vittoria, che ha creato tanto entusiasmo». Quando una contrada vince, ed in questo caso lo fa in modo schiacciante, è naturale che i propri contradaioli la stringano in un virtuale abbraccio. «Si sono avvicinate nuove persone - commenta infatti Palatresi - ed abbiamo anche ideato nuovi eventi, in particolare nuove cene che ci permettono di creare il gruppo. Inoltre siamo riusciti a fare delle felpe nuove e dei foulard del Palagio, che i ragazzi sfoggeranno sulle tribune. Non ultimo, per il palio dei ragazzi esordirà anche un nuovo gruppo di mini-tamburini»-
I tamburi del Palagio, oltre al legno, alle corde ed alle pelli, hanno anche un'anima. Questo perché sono nati in contrada, dalle mani di quell'abile artigiano che è Rigoletto Santini e che è sempre stato uno dei pezzi della storia biancorossa. «I tamburi, - spiega Santini - ma anche le alabarde ed i fucili, sono tutti stati costruiti da me. Non è stato facile. Il lavoro più bello credo sia stato quello dei quattro fucili. Per riuscire a realizzarli, feci addirittura delle fotografie di soppiatto al calcio storico». Da una semplice immagine, con la sua grande abilità manuale è riuscito a ricreare dei piccoli gioielli di ferro e legno. Ma il suo grande orgoglio sono le balestre, nate in casa Santini dove poi il figlio, Marco, ha preso passione con quest'arma tanto da divenire prima balestriere e poi maestro d'arme della contrada del Palagio. «La passione al palio - conclude Rigoletto Santini - forse nella gente si è un po' spenta. Certo, non è facile stare a galla, soprattutto per noi che siamo una contrada piccola. Per quello che posso, per la contrada ho sempre dato tutto, anche i tamburi li ho fatti tutti io, solo i disegni li hanno realizzati altri».
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