Il Tirreno

Empoli

Gli ecobonus scaccia-crisi ripresina con mobili e frigo

di Marco Pagli
Gli ecobonus scaccia-crisi ripresina con mobili e frigo

La Cna dell’Empolese Valdelsa: «Ci sono segnali importanti per le aziende anche con l’avvio di numerosi piccoli cantieri dopo uno stop che dura da anni»

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EMPOLI. C'è chi tra elettrodomestici e arredamento una luce in fondo al tunnel comincia a vederla. Sembra l'ennesimo dei paradossi in questi tempi di crisi e invece gli ecobonus su mobili e grandi elettrodomestici (tramutati in legge il 4 agosto scorso e finalmente attivi) un piccolo segnale di speranza agli addetti ai lavori lo danno. Non sarà la ripresa che ancora molti aspettano sugli ormai affollatissimi argini del fiume, ma almeno una spinta decisa nel senso della crescita. «Il nostro giudizio è decisamente positivo sul provvedimento del governo – spiega Paolo Gianassi, coordinatore della Cna Empolese Valdelsa – credo che questi incentivi avranno un forte utilizzo anche nel nostro territorio. Per adesso si tratta, e non potrebbe essere diversamente, di un'impressione. Ma è un'impressione mutuata da alcuni segnali importanti, come ad esempio aver rivisto dopo anni diversi piccoli cantieri aperti nel circondario. Penso che attraverso questo tipo di misure anche l'economia locale possa tornare a muoversi e recuperare in parte il terreno perso».

D'altronde non è un caso che a parlare così sia il rappresentate di una categoria, quella degli artigiani e delle piccole e medie imprese in genere, che rappresenta l'asse portante di gran parte del tessuto produttivo del territorio. Un'asse che vede nei piccoli passi una soluzione molto più interessante rispetto alle grandi manovre. Incentivi, insomma, che di per sé non risolvono niente, ma che possono essere recepiti da buona parte della popolazione e in questo modo far uscire dal pantano una larga fetta di attività. Il provvedimento, infatti, prevede agevolazioni del 50% sull'acquisto di mobili per l'arredamento della casa e di molti elettrodomestici, dal forno al frigorifero alla lavatrice alla lavastoviglie che rientrino nella classe energetica A+. Questo a patto che a monte dell'investimento ci sia una ristrutturazione pur minima dell'abitazione, anche se tale vincolo mantiene delle maglie abbastanza ampie. Le spese verranno detratte dall'Irpef per un tetto massimo di 10mila euro, spalmabile in dieci quote annuali di pari importo (ovvero 500 euro). Ad essere in questo modo incentivati, dunque, non sono solo i comparti dell'arredamento (in passato un altro settore importante per il territorio e adesso come altri decimato dai colpi della crisi) e dell'elettronica, ma anche e soprattutto quello dell'edilizia, vero motore dell'economia del circondario. «E' facile intuire che se riparte il settore edile, che con circa 1.500 aziende occupa qualcosa come 4- 5mila lavoratori – prosegue il coordinatore di Cna – allora parlare di ripresa non diventa più un tabù. Alle costruzioni e alle ristrutturazioni, poi, è legato tutto un indotto che la crisi del mercato immobiliare e la mancanza di appalti pubblici in questi ultimi anni ha quasi soffocato». Ma a convincere ulteriormente la categoria è la possibilità di emersione dal lavoro nero che gli ecobonus comportano. «Quello che riteniamo positivo, oltre alla possibilità di riportare le piccole e medie imprese a crescere – continua Gianassi – è che questa crescita sarà completamente pulita: sia dal punto di vista ambientale, visto che ad essere incentivati sono gli acquisti di tecnologie ecocompatibili, sia soprattutto dal punto di vista dell'evasione fiscale. Tramite queste agevolazioni, infatti, si produce un contrasto effettivo al lavoro sommerso dal momento che si rende conveniente l'emersione dal nero».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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