Italia
Assalto nella notte per rubare il Rolex a un imprenditore
CAPRAIA E LIMITE. «Mi hanno aggredito in tre, per strada, armati di manganello. Volevano rubarmi il Rolex. Ho reagito. Sono riuscito a colpirli e sono scappati». A raccontare l’agguato subito, in...
CAPRAIA E LIMITE. «Mi hanno aggredito in tre, per strada, armati di manganello. Volevano rubarmi il Rolex. Ho reagito. Sono riuscito a colpirli e sono scappati». A raccontare l’agguato subito, in piena notte, è Alessio Viti, trentasei anni, imprenditore di Limite sull’Arno. Poco prima delle tre stava tornando verso casa a piedi dopo una serata trascorsa in un locale a Empoli. Giunto alla rotatoria tra Spicchio e Limite «un’auto mi si è avvicinata. Sono scesi in due, un altro è rimasto dentro. Mi hanno colpito. Hanno tentato di strapparmi l’orologio dal polso: vale oltre settemila euro».
Ma la prontezza di riflessi ha permesso ad Alessio si respingere l’assalto, anche se sul corpo gli sono rimasti i segni dei colpi subiti: «Avevano anche un manganello. Mi hanno colpito anche alla gambe, più volte».
Ma Alessio, che ha denunciato la tentata rapina ai carabinieri, ha risposto con calci e pugni. E alla fine i malviventi, che avevano cercato di rubargli il Rolex, hanno desistito, sono risaliti in macchina e se ne sono andati a tutta velocità.
Il tutto si è svolto in pochissimi secondi. I rapinatori hanno detto pochissime parole, ma sufficienti per dare la certezza all’imprenditore che non si tratta di albanesi: «Conosco la loro lingua. Sono stato anche di recente nel loro Paese, dove peraltro mi hanno trattato benissimo. La mia fidanzata è albanese e quindi posso escludere categoricamente che si trattasse di albanesi. Per il resto – conclude il trentaseienne – ho visto ben poco, ho pensato soprattutto a regiare e a non farmi rubare il Rolex: non saprei riconoscerli».
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