Il Tirreno

Empoli

Tubercolosi, sei positivi al test

di Francesco Turchi

Forse l’infezione trasmessa dai due studenti colpiti dalla malattia: scattano ulteriori accertamenti

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FUCECCHIO. Sei delle quarantasei persone, tra alunni e docenti, che sono state sottoposte al test di Mantoux, sono risultati positivi. Questo non significa che sono malati di tubercolosi: anzi il personale medico tende ad escluderlo. Ma potrebbero aver contratto l’infezione e per questo saranno sottoposti a ulteriori accertamenti nelle strutture specialistiche dedicate, anche in collaborazione con la Pediatria dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, diretta dal dottor Roberto Bernardini, con la collaborazione del Centro malattie infettive dell’ospedale Meyer di Firenze diretto da Luisa Galli e con la pneumologia di Empoli, guidata dal dottor Franco Gallorini. È l’esito della campagna di screening avviata dall’Asl 11 sui cosiddetti “contatti stretti” a seguito dei due casi tubercolosi polmonare riscontrati in alunni di due scuole di Fucecchio.

Gli interessati alle misure di prevenzione sono stati direttamente contattati dall’unità operativa “Prevenzione malattie trasmissibili” del Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria. Complessivamente – almeno in questa prima fase – sono settantacinque le persone coinvolte. Quarantasei di queste sono già state sottoposte al test tubercolinico che consiste in un’iniezione intradermica, simile a quella effettuata per i test allergologici, da effettuare nel braccio. L’esito viene valutato attraverso un controllo della reazione da effettuarsi dopo tre giorni.

I quaranta soggetti che sono risultati negativi al test non dovranno effettuare alcun altro accertamento né tantomeno alcuna terapia, mentre i sei (l’Asl non specifica se si tratta solo di bambini o anche di adulti) che sono risultati positivi verranno ora sottoposti ad ulteriori controlli per evidenziare o escludere l’infezione, con l’Asl che puntualizza come «la positività del test non significa avere la tubercolosi ma indica una possibile infezione che potrebbe essere necessario trattare con i farmaci».

Sempre dall’Asl sottolineano anche che «solo il 5-10% delle persone con infezione tubercolare si ammalerà nel corso della vita, anche a distanza di molti anni. L’infezione tubercolare si sviluppa dopo circa 4-8 settimane dal contatto con un malato» (il batterio si trasmette sprattutto con colpi di tosse e starnuti).

«Le attività di monitoraggio e di controllo – spiega Paolo Filidei, direttore dell’unità operativa semplice Prevenzione delle malattie trasmissibili – proseguiranno anche nei prossimi giorni, ma è possibile escludere al momento che ci siano ulteriori soggetti che hanno la malattia», che comunque è perfettamente curabile con farmaci specifici, che determinano la guarigione completa del malato: «Comunque, proprio nell’ottica di garantire la massima sicurezza, tra gli accertamenti previsti per coloro che sono positivi al Mantoux c’è anche la radiografia al torace».

All’appello mancano ancora una trentina di test prima di concludere la “prima fase”, dopo la quale l’Asl deciderà se allargare la campagna di screening: «Alcuni dei soggetti interessati – spiega il dottor Paolo Filidei – si trovano in vacanza. Li abbiamo contattati, spiegando la situazione e proprio per tranquilizzarli ulteriormente abbiamo spiegato che possono sottoporsi al test al rientro, senza la necessità di affrettare i tempi».

Alla fine della prossima settimana l’Azienda avrà il quadro completo della situazione, con i risultati di tutti i 75 screening e degli eventuali accertamenti. «E sulla base dei risultati decideremo se coinvolgere altri soggetti nella campagna di screening».

Se il numero dei “positivi” resterà più o meno quello attuale su un totale di 75 soggetti, la campagna sarà interrotta. In caso contrario, con un numero elevato di persone infette, allora il personale medico potrebbe decidere di sottoporre allo screening anche altri soggetti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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