Il Tirreno

Empoli

«Traditi da questo Pd»: addio Festa Democratica

«Traditi da questo Pd»: addio Festa Democratica

A Martignana eliminati simbolo e bandiere dalla tradizionale iniziativa. «Non ci riconosciamo più nel partito, intollerabile la mancata elezione di Prodi»

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. «Non ci riconosciamo in questo Pd. E quel giorno che hanno “impallinato” Prodi abbiamo deciso di non fare più la Festa Democratica. Non ne vale la pena: sgobbare tutta l’estate per un partito così, che troppo spesso si dimentica della “base”». E allora via il simbolo, addio alle bandiere. Quest’anno a Martignana c’è la Festa di fine estate. Si balla e si mangia per due settimane, ma la politica stavolta resta fuori. Meglio non parlarne. Gli organizzatori sono gli stessi, ma hanno deciso di voltare le spalle al “loro” partito. Giorgio Rossi, sessantasette anni, ex dipendente della Mostardini, azienda che costruiva macchinari per concerie, ora pensionato, non è un militante qualsiasi.

Ha guidato per ventiquattro anni il circolo Arci del paese, è stato segretario del partito. E fu lui nel 2001 a fare gli onori di casa con Massimo D’Alema, reduce dalla presidenza del Consiglio e leader dei Ds, che arrivò a Martignana (piccola roccaforte “rossa” dove alle ultime elezioni i democratici di sinistra avevano incassato il 68%) come “regalo” per i venticinque anni di Festa de l’Unità.

IL COMMENTO La cultura pop tra valzerini e penne al sugo di Cristiano Meoni

L’Ulivo aveva perso le elezioni del maggio precedente, con Silvio Berlusconi che aveva sconfitto Francesco Rutelli e i Ds erano alla vigilia di un congresso che avrebbe incoronato Piero Fassino segretario.

A Martignana per D’Alema fu un bagno di folla, tra applausi, baci e abbracci. Il presidente impiegò venti minuti per percorrere i cento metri che separavano il palco dall’auto che lo stava aspettando per andare a Firenze, con le guardie del corpo costrette agli straordinari in mezzo alla folla. Al suo fianco c’erano l’allora sindaco di Empoli Vittorio Bugli e l’onorevole Alberto Fluvi: «Ma io gliene cantai quattro – ricorda Giorgio – per aver guidato un governo che si reggeva sui voti di Cossiga».

Uno schietto, insomma. Che fa parte di quell’esercito di militanti cresciuti sotto la falce e il martello a “pane e feste de l’Unità”, tra fornelli e dibattiti. Che hanno dedicato l’estate, un anno dopo l’altro, al “partito”. Prima il Pci, poi Pds, quindi Ds, infine Pd. Sotto la cui bandiera è sempre più difficile riconoscersi: «In giro c’è tanta disaffezione. Prima il governo-Monti, ora quello guidato da Enrico Letta: cosa è cambiato? La coalizione è la stessa e se fanno qualcosa di positivo il merito se lo prende Berlusconi. E intanto la legge elettorale non la cambiano». Ma non è solo questo il punto.

C’è un momento ben preciso in cui a Martignana, frazione a metà tra Empoli e Montespertoli, la gente di sinistra ha allargato le braccia, si è guardata in faccia e ha capito che non era il caso di insistere. Di organizzare un altro evento sotto una bandiera che non li rappresentava: «Quando i centouno traditori che hanno fatto saltare l’elezione di Romano Prodi a Presidente della Repubblica. I loro nomi non si sapranno mai. Ed è meglio così, perché esploderebbe il finimondo. Ma l’amarezza è stata troppa. Ed è lì che abbiamo deciso di non fare più la Festa democratica a Martignana. Qui c’è ancora gente che lavora e si sacrifica per il partito, ma poi ci sentiamo coinvolti soltanto in campagna elettorale».

E allora ci si può divertire e stare insieme anche senza il Partito. Ed eccola servita la “Festa di fine estate”, organizzata dal circolo Arci. Almeno per quest’anno, poi si vedrà: «In futuro vedremo. Ora proprio non ce la sentivamo di fare finta di niente. Ci siamo guardati negli occhi con gli altri volontari – conclude Giorgio Rossi – e abbiamo preso questa decisione. Anche se a malincuore. Se poi le cose cambieranno ne riparleremo».

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web