Il Tirreno

Empoli

L’oblio dei mulini dai ricordi del Genio all’abbandono

L’oblio dei mulini dai ricordi del Genio all’abbandono

A due passi dalla casa natale di Leonardo si sta perdendo un patrimonio nonostante i tanti appelli lanciati negli anni

4 MINUTI DI LETTURA





VINCI. Siamo venuti qui, nei pressi della casa natale di Leonardo da Vinci, per la prima volta nel 2006, per denunciare lo stato di abbandono di alcuni straordinari mulini. Gli antichi mulini sulle forre celebrate dal Genio, vicine ad Anchiano, rischiano oggi, nonostante i tanti appelli formulati nel corso degli anni, di scomparire per sempre. Dimenticati da tutti.

Il primo allarme. Una decina di anni fa la problematica dei mulini di Vallebuia e Balenaia fu portata all'attenzione del pubblico e della cittadinanza vinciana da alcune classi della scuola elementare del capoluogo, che ottennero addirittura la possibilità di far svolgere un consiglio comunale aperto sulla tematica del recupero di un patrimonio storico, ambientale e naturalistico unico; del caso fu interessata anche l'Unesco. Sembrava che la soluzione del recupero dei mulini di quelle vallate fosse vicina. Oggi, invece, a distanza di tanti anni, visitando Balenaia e Vallebuia ci troviamo ancora malinconicamente a descrivere uno stato di abbandono sconcertante.

L’abbandono. Percorrendo la tortuosa strada che dalla casa natale di Leonardo, ad Anchiano, porta verso Sant'Amato, prima di cominciare a salire verso la frazione, incontriamo subito uno dei mulini di Balenaia, il mulino "di sotto", o "nuovo"; a poca distanza dal mulino, appena iniziata l'ascesa, si presenta una grandiosa costruzione: si tratta dell'antico mulino Baldassini, punto dal quale ha inizio il sentiero dei mulini. Questi sono due fra i mulini facenti parte del complesso sistema dei mulini e frantoi della forra di Balenaia, una valle profondissima, con forre scoscese ed impressionanti, dove il rigoglio della vegetazione oscura il fondo della valle in cui scorre impetuosamente un rio perenne, ricco d'acqua preziosa che alimentava appunto le gore dei mulini. Questi opifici idraulici secolari versano in condizioni disperate. Il mulino di sotto, che qualche anno indietro sembrava destinato a divenire una residenza turistico alberghiera, denota crolli della copertura e le strutture appaiono prossime al collasso, mentre nel mulino Baldassini, che appare abitato, si evidenzia uno stato generale piuttosto precario, con demolizioni seguite da integrazioni effettuate con materiali poco consoni al valore storico della struttura e uno stravolgimento delle aree circostanti derivante da movimenti franosi.

01-C_WEBMolti degli altri 13 mulini sulla forra di Balenaia addirittura sono ricoperti completamente dalla vegetazione. Una pregevole operazione di recupero del sentiero che collegava i diversi mulini situati sulla forra fu realizzata dal Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio in qualità di ente richiedente, sviluppando un'idea ed un progetto dell'associazione Montalbano Domani, con i fondi della Comunità Europea, e vide la messa in sicurezza ed il ripristino di oltre seicento metri del sentiero che, partendo dall'antico mulino Baldassini, sulla via per Sant'Amato, si inerpica per la Vallebuia di leonardiana memoria. Furono resi più o meno visibili quattro mulini. Questo nel 2010. Sembrò il preludio al recupero e alla valorizzazione delle strutture, autentiche testimonianze dell'ingegno del luogo. Invece, niente di fatto.

LE PUNTATE PRECEDENTI

Leonardo e i mulini di Vinci. Leonardo, nella sua lunga permanenza a Vinci dalla nascita fino almeno all'età di diciassette anni e nei suoi viaggi successivi nella terra natale, visiterà più volte questi luoghi. Nei suoi scritti parla spesso dei rii e dei mulini che ha avuto modo di osservare nella forra di Balenaia - anche detta dell'acqua santa a causa dell'origine delle acque del rio omonimo ritenute miracolose - valle poco distante dai dirupi scoscesi che tanto lo avevano affascinato durante le sue escursioni nella vicina Vallebuia. Il padre, Ser Piero, aveva diversi possedimenti nelle vicine zone di Anchiano e di San Lorenzo ad Arniano. Il Mulino con frantoio da olio della famiglia Baldassini, nella forma attuale, risale invece al 1581 (anche se esisteva da molto prima), ma molti di questi mulini presentano ancora oggi le fattezze delle strutture osservate e descritte dal genio vinciano. I mulini in questa zona erano tutti dotati di una ruota orizzontale per macinare cereali, grano in prevalenza, e spesso un locale era attrezzato anche con macine per le olive; la pesante ruota in pietra veniva fatta girare dal ritrecine, un grande asse in legno di quercia - collocato al piano inferiore rispetto alla macina - dotato di pale sulle quali batteva l'acqua proveniente dal canale della gora (un bell'esemplare di ritrecine originale del Cinquecento è custodito nel Museo Ideale Leonardo da Vinci). Nel mulino "di sotto" esiste ancora oggi tutto questo complesso e meraviglioso sistema, ma la sua fine sembra davvero approssimarsi inesorabilmente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web