Il presidio
Dolore della piazza per quei 27 bimbi uccisi
A Fucecchio commemorato l’Eccidio con Bugli che ha scandito i nomi dei più piccoli tra le 175 vittime
FUCECCHIO. Le tante persone presenti ieri mattina in Piazza Vittorio Veneto a Fucecchio hanno quasi trattenuto il fiato quando l'assessore della Regione Toscana Vittorio Bugli ha ricordato, citando nome, cognome ed età, i 27 bambini uccisi nel Padule di Fucecchio il 23 agosto 1944 dall'esercito nazista. «Il più piccolo - ha sottolineato Bugli - aveva 17 mesi. Non fu un’azione di guerra, ma l'atto barbaro di un esercito in ritirata. Un esercito che invece di combattere il nemico, cercando i partigiani dove si trovavano, preferì fare strage di inermi: 175 persone, soprattutto donne, anziani e bambini. A loro, e in particolare a quei bambini va oggi il nostro ricordo. Bambini privati del futuro proprio come quelli che in questi giorni ci vengono mostrati dai media in Siria coperti dai lenzuoli bianchi».
Bugli nel suo intervento era stato preceduto dal sindaco di Fucecchio Claudio Toni che ha ringraziato le istituzioni presenti (oltre alla Regione, c'erano i gonfaloni delle Province di Firenze, Pisa, Pistoia e Lucca, quelli dei Comuni teatro dell'eccidio come Monsummano, Larciano, Ponte Buggianese, Cerreto e Castelfranco di Sotto). Ma c'erano anche l'onorevole Dario Parrini, tanti cittadini, associazioni e tanti comuni che hanno voluto portare il loro gonfalone in segno di solidarietà con le vittime.
«Le nostre istituzioni democratiche – ha detto Toni – si sono affermate alla fine della seconda guerra mondiale proprio nella lotta a quel regime di terrore ed ai suoi terribili eccessi criminali; la pace e la difesa dei diritti umani sono tra i suoi valori fondativi, come la giustizia e la tolleranza. Da quelle esperienze tragiche ci proviene un insegnamento che è posto alla base della costruzione dell'Europa: il riconoscimento della dignità della persona umana nella garanzia dei diritti individuali di libertà e di eguaglianza». La cerimonia, particolarmente partecipata è stata accompagnata dalla celebrazione della messa da parte di Don Idilio Lazzeri e di Padre Emmanuel e da una significativa e toccante parentesi musicale con l'Inno di Mameli e il Va pensiero eseguiti dalla soprano Romina Catoni accompagnata al violino dal maestro Luca Volpi.
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