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Pokerissimo di nomi per il dopo-Casini alla guida di Vinci

Pokerissimo di nomi per il dopo-Casini alla guida di Vinci

Favoriti Torchia, Guerrini e il segretario del Pd Vanni ma occhio anche a Pezzatini, Iallorenzi possibile outsider

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VINCI. Tre uomini super-favoriti per il dopo-Casini. E due donne pronte a giocarsi le loro carte. È iniziata la corsa alla poltrona di primo cittadino della città del Genio. Nessuno – in questa fase – esce allo scoperto, in attesa che vengano decise regole chiare a livello territoriale. Ma ormai manca meno di un anno alle elezioni amministrative e, al di là delle smentite di circostanza, a Vinci in casa democratica – un po’ come del resto avviene in tutto il circondario – si fa la conta di coloro che ambiscono a fare il sindaco. Il candidato sarà scelto attraverso le primarie, un passaggio che stimola diversi protagonisti della vita politica vinciana. Ma non il vicesindaco uscente, Alberto Casini, che ha preso il posto di Dario Parrini, costretto a dimettersi dopo nove anni perché eletto deputato alle scorse elezioni politiche. Casini ha sottolineato più volte di considerarsi un “traghettatore” e non sembra intenzionato a tornare sui suoi passi.

Tris di uomini. I nomi più forti in ballo sono quelli di Giuseppe Torchia, Silvano Guerrini e Daniele Vanni. Tutti renziani e in grado di ottenere la “benedizione” di Parrini, che sicuramente anche da Roma seguirà con particolare interesse l’operazione-primarie “a casa sua”, considerando anche che è in corsa per la segreteria regionale del Pd. Torchia, geologo di professione, classe 1967, ha iniziato la sua carriera politica in Calabria (è originario di Lamezia). A Vinci è stato segretario comunale dei Ds nel periodo 2004–2007. Attualmente è consigliere comunale, ma soprattutto presidente del consiglio dell’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa. Guerrini di area cattolica, insegnante alla scuola media Busoni-Vanghetti di Empoli, è capogruppo del Pd in consiglio comunale. A completare il terzetto c’è Daniele Vanni, trentadue anni, impiegato in uno studio di ragionieri e dottori commercialisti associati di Empoli, al timone del Pd di Vinci da tre anni. Di questi – verosimilmente – soltanto uno (o al massimo due) si presenterà alle primarie: difficile che si vada a un testa a testa.

Occhio alle donne. Ma se la battaglia ci sarà (e questo sembra ovvio), non potranno essere escluse le donne. Anche perché ce n’è almeno una che ha tutti i requisiti per ambire a guidare il Comune, anche per l’esperienza già maturata nell’ambito amministrativo: l’avvocato Cristina Pezzatini, 48 anni, attuale assessore al sociale, sanità e volontariato. L’altra è Sara Iallorenzi, 38 anni, anche lei avvocato, attualmente dipendente di Publicasa, consigliere comunale a Vinci e componente dell’assemblea dell’Unione, l’unica “bersaniana” del pokerissimo in corsa per il dopo-Casini.

Le incognite. Molto dipenderà poi da che tipo di primarie verranno fatte. Innanzitutto se di partito, come appare molto probabile, considerando che attualmente il Comune è guidato da un monocolore democratico, o se di coalizione. Un’ipotesi quest’ultima che non può essere esclusa, ma che sembra piuttosto remota. E poi si dovrà capire se si tratterà di primarie rivolte ai soli iscritti al Partito democratico oppure aperte, eventualità quest’ultima che potrebbe spingere anche altri – pure tra gli altri membri dell’attuale giunta – a lanciarsi in questa avventura.

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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