Italia
Eccidio del Padule, commozione per il ricordo delle 175 vittime
Istituzioni, associazioni e cittadini in piazza Vittorio Veneto a Fucecchio nel sessantanovesimo anniversario della strage nazista compiuta il 23 agosto 1944
FUCECCHIO. Le tante persone presenti questa mattina, domenica 25 agosto, in Piazza Vittorio Veneto a Fucecchio hanno quasi trattenuto il fiato quando l'assessore della Regione Toscana Vittorio Bugli ha ricordato, citando nome, cognome ed età, i 27 bambini uccisi nel Padule di Fucecchio il 23 agosto 1944 dall'esercito nazista. «Il più piccolo - ha sottolineato Bugli - aveva 17 mesi. Non fu un'azione di guerra, ma l'atto barbaro di un esercito in ritirata. Un esercito che invece di combattere il nemico, cercando i partigiani dove si trovavano, preferì fare strage di inermi: 175 persone, soprattutto donne, anziani e bambini. A loro, e in particolare a quei bambini va oggi il nostro ricordo. Bambini privati del futuro proprio come quelli che in questi giorni ci vengono mostrati dai media in Siria coperti dai lenzuoli bianchi».
Bugli nel suo intervento era stato preceduto dal sindaco di Fucecchio Claudio Toni che ha fatto gli onori di casa ringraziando innanzitutto le istituzioni presenti (oltre alla Regione Toscana, c'erano i gonfaloni delle Province di Firenze, Pisa, Pistoia e Lucca, quelli dei Comuni teatro dell'eccidio come Monsummano Terme, Larciano, Ponte Buggianese, Cerreto Guidi e Castelfranco di Sotto. Ma c'erano anche l'onorevole Dario Parrini, tanti cittadini, associazioni e tanti comuni che hanno voluto portare il loro gonfalone in segno di solidarietà con le vittime: Firenze, Pistoia, Empoli, Montecatini Terme, Pescia, Vinci, Quarrata, Lamporecchio, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Buggiano, Pieve a Nievole, Serravalle Pistoiese, San Miniato, Santa Croce sull'Arno, Santa Maria a Monte).
Il sindaco Toni dopo aver ricordato i tragici fatti avvenuti nel Padule in quel giorno ha affrontato vari temi legati alla memoria nella quale affondano le radici democratiche dell'Italia repubblicana.
«Le nostre istituzioni democratiche - ha detto - si sono affermate alla fine della seconda guerra mondiale proprio nella lotta a quel regime di terrore ed ai suoi terribili eccessi criminali; la pace e la difesa dei diritti umani sono tra i suoi valori fondativi, come la giustizia e la tolleranza. Da quelle esperienze tragiche ci proviene un insegnamento che è posto alla base della costruzione dell'Europa: il riconoscimento della dignità della persona umana nella garanzia dei diritti individuali di libertà e di eguaglianza».
A questo proposito il sindaco ha anche ricordato il recente intervento della presidente tedesca Angela Merkel in visita al campo di Dachau: «Come fu possibile, che persone, esseri umani, a causa della loro origine, della loro religione, delle loro opinioni politiche o dei loro orientamenti sessuali, si videro negare e strappare per sempre e brutalmente il diritto alla vita?».
La cerimonia, particolarmente partecipata, nella splendida cornice di Piazza Vittorio Veneto, è stata accompagnata dalla celebrazione della messa da parte di Don Idilio Lazzeri e di Padre Emmanuel e da una significativa e toccante parentesi musicale con l'Inno di Mameli e il Va pensiero eseguiti dalla soprano Romina Catoni accompagnata al violino dal maestro Luca Volpi.
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