Il presidio
Orfani ma uniti: tre fratelli toccano il cielo con un bar
CRISI, IO TI SFIDO Inaugurato l’Angolo 39: «Abbiamo coronato un sogno e ci prendiamo una rivincita sulla vita»
FUCECCHIO. Tre fratelli, uniti da un passato drammatico, che decidono di prendersi la propria rivincita sul mondo aprendo una loro attività, un american bar, nel loro paese, Fucecchio : stiamo parlando di Amos, Noemi e Joele Milazzo, rispettivamente trenta, ventotto e diciassette anni, che due settimane fa hanno inaugurato l'Angolo 39, quello che loro definiscono più «come un sogno che si avvera, una rivincita sul passato, piuttosto che un semplice bar». Il nome (Angolo 39) deriva dal numero civico dell'esercizio e dal fatto che esso fa angolo, essendo situato in via Cesare Battisti, ovviamente a Fucecchio
I tre giovani, come dicevamo, hanno avuto un passato non certo facile, funestato dalla perdita di entrambi i genitori. Da allora si sono uniti ancor di più e tutt'oggi vivono assieme nella casa di famiglia. L'unione, è il caso di dirlo, fa la forza, soprattutto quando tutto sembra andarti storto. I Milazzo hanno questo mondo nel dna, visto che Amos ha sempre lavorato come barman, Noemi ha fatto per tanto tempo la pizzaiola e Joele sta frequentando l'istituto alberghiero, come peraltro già fatto del fratello maggiore. Ad iniziare a raccontare è Noemi, che spiega come sia nata quest'avventura: «Io ed Amos - inizia - abbiamo sempre fatto mille lavori, ma sempre alle dipendenze degli altri e non ce la facevamo più con gli orari, soprattutto dopo tutto quello che ci è successo. Due anni fa la svolta: abbiamo deciso di prendere il finanziamento, che dopo un anno ci è stato concesso. Poi, tre giorni dopo, ho scoperto di essere incinta. Quante emozioni..».
LE PUNTATE PRECEDENTI:
1. A 27 anni investe nella bottega del paese
2. La passione per i computer diventa un lavoro
3. Pane e amore per dire stop alla burocrazia
4. Addio all'impresa edile, torna a fare il fornaio
5. Sceglie Empoli e scommette sulla bellezza
6. Le sorelle Calosi cambiano vita con i libri usati
7. La ricetta di Stasi: farina di kamut ed entusiasmo
A quel punto i tre fratelli si sono guardati negli occhi e hanno capito che era giunto il momento di osare, il momento tutto per loro era finalmente arrivato. "Il momento", come si sa, non è dei più favorevoli, con la crisi che stenta a mollare la presa. In casa Milazzo, però, non si sono fatti impaurire:« Se si aspetta sempre l'attimo giusto - sottolinea Amos - poi non si fa niente». «In tanti - continua la sorella Noemi - ci avvertivano che non era il periodo ideale per aprire ma noi, almeno a vedere i primi giorni di lavoro, sembriamo raccogliere il gradimento di clienti, non soltanto fra i giovani come noi. Ci piacerebbe diventare un punto di ritrovo qui nel nostro paese». E fra dieci anni, dove si vedono i tre fratelli? «Io - sottolinea Noemi - mi vedo qui, magari insieme a mia figlia, che visto il dna di famiglia potrebbe fare la barista, ovviamente insieme a mio fratello Amos. Per quanto riguarda Joele è diverso, lui sta crescendo come deejay techno-house. Col tempo vedremo. Di certo non ci separeremo mai».
Infine, quasi al termine dell'intervista, il maggiore dei fratelli Amos ci fa leggere una frase, dono di alcuni amici, per lui molto significativa: "Affinchè questo Angolo sia fonte di grandi soddisfazioni e la meritata rivincita sul vostro passato". Poche parole, sufficienti per spiegare il senso profondo di quest'avventura. Questa è la storia di Amos, Noemi e Joele, tre fratelli inseparabili che non si sono persi d'animo nemmeno quando tutto sembrava perduto. Un esempio positivo per tutti i giovani di oggi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
