Il presidio
Siringa puntata al viso della commessa
Si fa consegnare cinquanta euro e scappa, ma lei chiama il 113 e lo fa arrestare: il quarantenne tradito dalla bandana
EMPOLI. «Dammi cinquanta euro o ti pungo con la siringa». Domenica pomeriggio, ore 17.35. Empoli è deserta e via Roma, non è da meno. Silvia Bianconi, commessa di Kasanova si trova all’improvviso di fronte un quarantenne con una bandana sulla testa e una siringa in mano. La donna riesce a mantenere la calma. È consapevole di non poter contare sull’aiuto di nessuno, visto che anche all’interno del negozio non ci sono clienti. Così decide di assecondare il malvivente. Prende una banconota da cinquanta euro in cassa e la butta per terra, in direzione del rapinatore, per evitare qualsiasi contatto. Lui la raccoglie e scappa via. Ma pochi secondi dopo Silvia avverte il 113. Racconta che cosa le è successo, descrive il malvivente. C’è una volante in via Cavour, raggiunge il giro. Individua il sospettato e lo arresta. Si tratta di un quaranteduenne, tossicodipendente, già conosciuto alle forze dell’ordine. Ora si trova nel carcere di Sollicciano.
Tanta paura. «È successo tutto in pochissimi secondi» racconta Silvia Bianconi da dietro il banco del negozio di articoli per la casa. L’assalto subito ha inevitabilmente lasciato il segno, ma ieri mattina si è comunque presentata sul posto di lavoro, cercando di guardare avanti e dimenticare in fretta quei drammatici secondi: «Ero qui da sola – racconta –. Di solito la domenica pomeriggio i clienti si iniziano a vedere più sul tardo pomeriggio. Fino alle 18 in giro non c’è praticamente nessuno. È entrato quest’uomo e mi ha chiesto se poteva parlarmi. Poi all’improvviso ha tirato fuori una siringa, me l’ha puntata contro il viso e mi ha chiesto cinquanta euro».
La reazione. La commessa non ha opposto resistenza: «Sono andata alla cassa, ho preso una banconota da cinquanta euro e gliel’ho data, gettandola per terra a qualche metro di distanza rispetto a dov’era lui». Il quarantenne ha raccolto i soldi e se n’è andato: «Dopo qualche secondo mi sono affacciata per capire dove si stava dirigendo e l’ho visto andare verso sinistra, dalla parte opposta della stazione. Ero disorientata, impaurita, quasi non capivo che cosa mi era appena successo. Poi ho preso il telefono e ho chiamato il 113».
In manette. L’incubo è finito nel giro di pochi minuti. La volante si è precipitata verso il giro di Empoli. E gli agenti hanno notato un uomo con la bandana – proprio come quello descritto dalla commessa – che si stava aggirando nella zona di via Del Giglio. I due poliziotti l’hanno bloccato e gli hanno trovato addosso la siringa utilizzata per la rapina e i cinquanta euro. L’hanno fotografato e Bianconi ha confermato che si trattava del malvivente che l’aveva appena minacciata. L’uomo è stato arrestato per rapina aggravata.
Voltare pagina. L’episodio ha lasciato il segno ma Silvia vuole lasciarselo alle spalle in fretta. Ieri mattina è tornata a lavorare e così farà anche la prossima domenica: «Queste sono scelte che competono ai titolari del negozio, io sono una commessa. Se ho avuto paura? Tanta».
Collaborazione. La richiesta immediata di aiuto al 113 è stata decisiva per far scattare le manette ai polsi del rapinatore. Un aspetto sottolineato con forza dal dirigente del commissariato di piazza Gramsci, Maurizio Di Domenico: «L’arresto è frutto di due fattori fondamentali. Da una parte la nostra presenza sul territorio, con la volante che si trovava in via Cavour – proprio a poche decine di metri dal luogo della rapina – nell’ambito dei servizi di controllo e prevenzione. E dall’altra la collaborazione della commessa, che ci ha avvertito subito, dando modo ai nostri agenti di intervenire tempestivamente. La collaborazione dei cittadini – conclude Di Domenico – è fondamentale e questo è un ulteriore esempio dei risultati che si possono ottenere».
franturchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
