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Servizio idrico, «Rivediamo i contratti con Acque Spa»
CERTALDO. Dopo oltre due anni dalla vittoria dei referendum del 12 e 13 giugno 2011 continua, la mobilitazione per la piena applicazione degli esiti referendari a difesa dell'acqua e della democrazia....
CERTALDO. Dopo oltre due anni dalla vittoria dei referendum del 12 e 13 giugno 2011 continua, la mobilitazione per la piena applicazione degli esiti referendari a difesa dell'acqua e della democrazia.
«L’Italia dei Valori , in questi anni ha contribuito alla forte affermazione del principio di "acqua pubblica e bene comune” – sottolinea Massimiliano Signorini capogruppo per l’ Unione dei Comuni dell’Empolese-Valdelsa – Dopo la straordinaria vittoria referendaria, abbiamo visto i tentativi politico-amministrativi per annullarne il risultato e i pronunciamenti legali che hanno invece confermato la fondatezza di quella vittoria, sentiamo quindi la necessità di continuare la battaglia a fianco dei cittadini per dare piena applicazione all'esito del referendum».
Il Tar della Regione Toscana ha recentemente dichiarato illegittime le bollette dell’acqua successive all’esito del referendum del giugno 2011 che ha abrogato la remunerazione del 7% del capitale investito da parte dei privati. Ma non è stato disposto il rimborso per gli utenti. «E questa è la beffa – prosegue Signorini – Ricordiamo inoltre l’atto incomprensibile compiuto da oltre 50 sindaci dell’Ato 2, che hanno votato la proroga di un sistema di concessione ad Acque SpA non coerente con l’esito referendario, prorogando sostanzialmente il contratto con gli stessi profili di illegittimità, dal 2021 al 2026. Il popolo ha dato un segnale chiaro ed è quello di rendere il servizio del bene primario dell’acqua, interamente pubblico e fuori dalle logiche di mercato. Oltre all’esperienza di Napoli con il Sindaco De Magistris, che ha concluso il processo di trasformazione della SpA precedente in una azienda speciale partecipata quale soggetto di diritto pubblico. Sono molti i processi avviati per ripubblicizzare la risorsa idrica: da Palermo a Torino, si prenda atto che l’uscita dal circuito delle SpA ha smesso di essere un tabù per le amministrazioni locali. Si provveda al più presto ad una revisione dei contratti in essere con Acque SPA per definire e proporre nuovi sistemi di finanziamento e coordinare le azioni volte alla ripubblicizzazione dell’acqua per affermare finalmente i principi referendari. In tutta Europa si sta mettendo in discussione la privatizzazione dell'acqua. Il ritorno alla gestione pubblica ha significato per Parigi un calo delle tariffe dell'8% in un anno, seguita subito da Berlino e da molte altre città europee e italiane, quanto agli investimenti sugli impianti sono addirittura raddoppiati. L’Italia dei Valori aderisce a tutte le iniziative di “Ripubblicizzare si può, ripubblicizzare si deve”, promossa dai cittadini in difesa dell’acqua bene comune».
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