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Il cibo, un problema Le intolleranze in rapida ascesa

Il cibo, un problema Le intolleranze in rapida ascesa

Quasi ottocento i celiaci seguiti dall’Asl 11 nel circondario e ogni anno ci sono circa settanta nuove diagnosi

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EMPOLI. Il numero di celiaci nel circondario Empolese Valdelsa è in continuo aumento. Si stima infatti che ogni anno, il numero di intolleranti al glutine subisca un incremento nelle nuove diagnosi da 50 a 70 soggetti.

Secondo i dati dell'Asl 11, l'aumento dei celiaci nella nostra zona, dimostra essere totalmente in linea con l'andamento regionale. A fine 2001 i casi nell'Empolese Valdelsa erano 168 passando nel 2004 a 315. A fine 2012, i dati registrati dall'Asl 11, riportano ben 778 celiaci sul territorio (in particolare lo 0,23% delle nuove diagnosi si è registrato nell'ultima parte dello scorso anno).

Il numero sempre crescente di soggetti intolleranti non solo ad alcune proteine contenute nel grano ma anche in altri cereali comuni quali orzo e segala, ha portato l'Asl 11 ad avviare, nel 2008, un percorso diagnostico assistenziale per la celiachia che coinvolge varie unità operative: la gastroenterologia , che è stata designata dalla Regione Toscana per le diagnosi e follow up di questa malattia (percorso che nasce dalla scoperta dell'intolleranza e che accompagna il paziente nelle varie fasi); la pediatria; il polo di igiene degli alimenti e nutrizione; l'unità operativa semplice di farmaceutica territoriale.

Chiaramente le persone che usufruiscono dei dietoterapeutici hanno una serie di agevolazioni fornite dall'Asl. Dal momento in cui al soggetto viene fatta la diagnosi, l'unità di gastroenterologia provvede al rilascio del certificato regionale di celiachia. Questo certificato dà diritto all'esenzione per quanto riguarda le spese sanitarie specifiche; inoltre, presentandolo all'unità operativa farmaceutica territoriale dell'Asl 11, i celiaci possono ricevere le autorizzazioni mensili da spendere nell'acquisto di alimenti senza glutine.

I molti cibi privi di glutine sono reperibili, oltre che in quasi tutte le farmacie convenzionate (pubbliche o private) del circondario, anche in numerosissime attività commerciali. Ovviamente anche molti ristoranti hanno a disposizione alimenti per celiaci, rendendo la ricerca per pietanze adatte a questi soggetti, estremamente facile. Non a caso, come confermato dalla coordinatrice della zona Empolese Valdelsa dell'Associazione italiana celiachia (Aic) della Toscana, Roberta Campigli «oggi è veramente facile trovare negozi e punti di ristori che dispongano di una vasta gamma di cibi senza glutine». Sicuramente il crescente numero di casi di celiachia nella nostra zona, ha contribuito alla nascita di molte attività commerciali per il reperimento di questi cibi, e alla progressiva presenza di quest'ultimi nei ristoranti, gelaterie, pub e ovviamente, nei supermercati.

Oltre ai buoni spendibili per l'acquisto di cibi specifici, l'Asl 11 offre ai soggetti celiaci anche la possibilità di accedere, in maniera gratuita, non solo all'unità operativa di Igiene degli alimenti e nutrizione per avviare un percorso educativo sull'alimentazione priva di glutine, ma anche alle unità di gastroenterologia e pediatria per il follow up clinico ambulatoriale.

La celiachia, ai giorni nostri, può essere gestita dunque, con una relativa semplicità nell'Empolese Valdelsa. Ci sono però realtà che non hanno questa fortuna. L'Aic Toscana, infatti, promuoverà nei prossimi mesi, una raccolta fondi «ritrovandoci in un ristorante che fornisce cibi per celiaci - aggiunge Roberta Campigli - e coinvolgendo varie attività commerciali di tipo artigianale, e promuoveremo una campagna per raccogliere dei fondi». Il ricavato, verrà destinato al Progetto Saharawi, paese nel quale il tasso di celiaci è molto elevato. (c.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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