Il Tirreno

Empoli

«Pannelli informativi non funzionanti o coperti da cespugli»

«Pannelli informativi non funzionanti o coperti da cespugli»

La denuncia di Federico Pavese (Fratelli d’Italia): quei soldi potevano essere spesi in maniera migliore

2 MINUTI DI LETTURA





MONTELUPO. «Dispiace constatare tutti gli anni che nel periodo estivo arrivino sempre le solite segnalazioni da parte di cittadini e commercianti che puntualmente ci fanno notare come i soldi spesi da qualche anno a questa parte, Qualche decina di migliaia di euro, nel faraonico progetto di pannelli informativi elettronici sparsi su tutto il territorio montelupino, siano soldi che fondamentalmente potevano essere impiegati in altri progetti, magari più utili alla collettività».

Federico Pavese, esponente di Fratelli d’Italia, punta il dito contro alcun iesempi di incuria e degrado. «I pannelli informativi, che in teoria dovrebbero essere anche punto di riferimento per i turisti che decidono di passare qualche ora a Montelupo ma anche per un semplice cittadino che cerca info utili, a ieri, venerdì 16 agosto 2013, non funzionavano. Sono stato personalmente a fotografare alcuni pannelli: quello accanto al palazzo comunale in viale Centofiori, quello in piazza della Libertà e quello in piazza Unione Europea. E proprio grazie al pannello di piazza Unione Europea che voglio fare un ragionamento più ampio: l'amministrazione comunale montelupina ormai non crede più nel progetto dei pannelli informativi (che fra l'altro furono ampiamente caldeggiati a suo tempo da chi ora siede sugli scranni della Camera dei Deputati) e il pannello della piazza nuova ne è l'esempio più lampante».

Oltre a non funzionare come gli altri, quest’ultimo - secondoil racconto del politico locale, è quasi totalmente inutilizzabile a causa di un fitto cespuglio cresciuto davanti al pannello stesso e, per ora, mai potato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera