Il Tirreno

Empoli

L’appello di Lilliput: dateci una sede

L’appello di Lilliput: dateci una sede

Il mercatino “Nonlobuttovia” rischia di scomparire per le promesse disattese dal Comune

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EMPOLI. L’associazione Lilliput di Empoli lancia un appello al Comune ma non solo: “Dateci uno spazio per poter continuare con ‘Nonlobuttovia’”. Una nota che vuole accendere i riflettori su un problema che da mesi impedisce il regolare svolgimento dello spazio gratuito del riuso e del riciclo che negli ultimi anni si è tenuto prima nella frazione empolese di Avane, sotto la vela dell’ex mercato ortofrutticolo, e poi al circolo Arci di Martignana, nel comune di Montespertoli. «L'appuntamento con Nonlobuttovia ogni seconda domenica del mese è stato un punto fermo nella vita associativa del territorio - spiegano i volontari dell'associazione, presieduta da Irene Quercioli - Tre anni fa abbiamo cominciato la nostra attività nei locali dell'ex mercato ortofrutticolo di Avane, da dove abbiamo dovuto traslocare a causa dei lavori di bonifica dall'amianto. Per più di un anno Nonlobuttovia è stato ospite del Circolo Arci di Martignana, che ci ha dimostrato grande disponibilità e accoglienza. Da maggio siamo stati costretti a sospendere ogni iniziativa in attesa di trovare un accordo con l'amministrazione comunale di Empoli e le altre associazioni coinvolte per rientrare nei locali di Avane, dove vorremmo tornare». Nel corso dell’estate sono stati allestiti banchini in forma ridotta alla Mostra Internazionale della Ceramica di Montelupo e nelle sere estive del centro storico di Empoli all’angolo tra le vie Ridolfi e del Giglio. Il punto però è: da settembre che fine farà il servizio? «Era un punto fermo per gli abitanti della zona e non solo – proseguono i ragazzi di Lilliput – molte persone venivano da noi per ridistribuire oggetti in buono stato, dei quali si liberavano perché ingombranti o non più utilizzati. L’obiettivo era quello di valorizzare il riuso e il riciclo degli oggetti in modo da far finire in discarica solo ciò che non è più recuperabile o utilizzabile”. Lo scorso 13 aprile l’associazione informò di aver “avuto il via libera al ritorno nella propria sede originale” di Avane. Promessa poi disattesa dal Comune: gli spazi sono limitati e più entità (Golem, ReSo, Compagnia delle Arti Distratte per fare degli esempi) si trovano a dover trovarsi d’accordo per avere un ‘pezzo’ per andare avanti. «Il problema di Lilliput – concludono i volontari – è che per mandare avanti il servizio servono ambienti di una certa capienza per stivare gli oggetti. Purtroppo non abbiamo a disposizione un fondo proprio, per cui chiediamo aiuto alle istituzioni. Se il municipio di via Del Papa non può ascoltarci, vorremmo allargare la discussione a livello di Unione dei Comuni Empolese-Valdelsa anche perché il servizio offerto è davvero di dimensioni territoriali».

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