Il Tirreno

Empoli

Cassa in deroga a rischio per cinquecento lavoratori

di Marco Pagli
Cassa in deroga a rischio per cinquecento lavoratori

I fondi sono esauriti, dalla metà di aprile non ci sono più risorse per i pagamenti Il numero di chi potrà restare senza ammortizzatori sociali rischia di impennarsi

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EMPOLI. Ci sono centinaia di lavoratori nel circondario che di spiragli in fondo al tunnel della crisi non ne vedono affatto. Sono circa 500, infatti, i lavoratori in cassa integrazione in deroga che rischiano di non percepire l’assegno fino alla fine dell’anno. I fondi girati dal Governo alla Regione per finanziare gli ammortizzatori sociali sono stati esauriti e dalla metà di aprile non ci sono più risorse per pagare la cassa. Ma quel che è peggio è che il numero di qui a dicembre potrebbe anche aumentare, visto che l’emergenza lavorativa è ancora lontana dall’essere anche solo tamponata.

«La situazione continua a rimanere critica – attacca Rossano Rossi, segretario della Camera del Lavoro di Empoli – i segnali di ripresa che molti esponenti politici in questi giorni stanno annunciando non sono che propaganda. Per ora chi rischia di rimanere fuori dalla cassa in deroga per l’esaurimento dei fondi sono qualcosa come cinquecento lavoratori nella nostra zona su un migliaio interessato da questo tipo di ammortizzatore. Quello che ci preoccupa è che a settembre, alla ripresa del lavoro, secondo noi la situazione non potrà che aggravarsi con molte aziende arrivate con difficoltà alla metà dell’anno che non riusciranno a riaprire. Questo significherà l’apertura di nuove procedure e l’aumento dei lavoratori interessati dalle casse».

Pochi giorni fa l’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini ha comunicato che la Regione ha esaurito la terza tranche di circa 36 milioni euro che avrebbero dovuto coprire i pagamenti fino alla fine dell’anno. A meno che non ci sia un rifinanziamento da parte del Governo, non saranno autorizzate nuove richieste e non si riuscirà a finire di saldare gli assegni del trimestre aprile-luglio e dei prossimi mesi. «Non riesco a trovare altra definizione che non la parola dramma – ha scritto Simoncini al ministro del Lavoro - per una vicenda sociale che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori in tutto il paese che sono stati collocati in cassa integrazione dalle loro aziende e che da mesi non ricevono alcuna indennità e non la riceveranno chissà per quanto tempo ancora, così come le migliaia di lavoratori in mobilità che vivono la stessa situazione». Ma accanto a chi non potrà beneficiare dei fondi perché esauriti, ci sono coloro che pur avendo visto autorizzare il pagamento ancora non hanno visto un centesimo dall’inizio dell’anno. Altre decine di lavoratori che stanno scontando i ritardi e le incertezze di una riforma del lavoro che ha previsto l’eliminazione della cassa in deroga stessa senza probabilmente rendersi conto della ripercussioni. «Come si vede, a fronte di un numero elevato di esigenze per le varie casse – continua Rossi – il Governo non ha trovato una soluzione definitiva al problema e continua di rifinanziamento in rifinanziamento ma con risorse oggettivamente insufficienti. Così ci troviamo di fronte a decine di situazioni in cui ancora non si è riusciti a riscuotere l’assegno di gennaio. Per questo il 2 agosto abbiamo fatto un presidio davanti alla sede dell’Inps ma ancora non abbiamo avuto riscontri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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