Il Tirreno

Empoli

Protesta con gabbie e gatti negli uffici del municipio

Protesta con gabbie e gatti negli uffici del municipio

Ad organizzarla i volontari di Aristogatti: «Siamo in una struttura del Comune che però è abusiva. Vogliamo essere regolarizzati come associazione»

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. I volontari dell'associazione Aristogatti non vogliono più operare in maniera abusiva in una struttura fantasma. E per questo eri mattina, in piazza del Popolo, decine di volontari che prestano servizio in questa organizzazione, si sono riuniti con tanto di randagi e trasportini . E hanno portato gli animali negli uffici comunali.

«L'associazione Aristogatti - dice Tiziana Scarselli, una delle fondatrici - è riconosciuta sul territorio dal settembre 1996 e ora pretendiamo che venga messa a norma anche la nostra sede operativa, che fino ad oggi è sempre stata abusiva». Durante il percorso dalla piazza di ritrovo fino alle porte del Comune in via Giuseppe del Papa, l'attenzione di molti curiosi è stata catturata dalla frotta di persone e dai miagolii. Entrati nella sede del Comune, si sono diretti verso gli uffici ambiente manifestando l'intenzione (metaforica ovviamente) di restituire i gatti ai legittimi proprietari «visto che la nostra associazione si trova in un territorio di proprietà comunale - dice un' altra fondatrice, Cristina Perugi - anche i gatti che vivono in quell’edificio sono di proprietà del Comune. Siamo dunque venuti a restituirglieli». L'invasione felina ha colto alla sprovvista i pochi operatori rimasti negli uffici, i quali, data l'assenza dell'assessore all'ambiente Niccolò Balducci, non sapevano come intervenire sulla situazione. Che poi, in un’oretta, è tornata alla regolarità.

L'indignazione espressa dai volontari per le sorti del gattile è forte. Molti felini che qui trovano riparo e cure, infatti, non sono in grado di essere rimessi in libertà data la loro necessità di ricevere cure e trattamenti particolari. Ettore, ad esempio, è un gattone di 11 anni cerebroleso che non riesce a camminare, se non dondolando lievemente, e che riceve le cure amorevoli dai circa 10 volontari che operano per l'associazione. E come lui, molti altri non riuscirebbero a condurre una vita autonoma e libera, senza il prezioso lavoro di queste persone. Il problema, dunque, è che Ettore e i suoi più di 200 compagni, potrebbero ritrovarsi letteralmente in mezzo alla strada. La struttura dove i volontari operano, spiegano i volontari, «è totalmente abusiva ed è ubicata in un territorio comunale a lato di una fatiscente casa che potrebbe essere ristrutturata da un momento all'altro». La protesta dei volontari è appunto quella di regolare normativamente la loro struttura come gattile per evitare che gli inquilini dell'associazione vengano sfrattati e abbandonati ad un destino incerto.

Tutta la struttura, è stata costruita proprio dai volontaricon i proventi derivanti dal Comune di Empoli, dai fondi racimolati attraverso campagne di sensibilizzazione e varie raccolte. Ma soprattutto con i soldi sborsati personalmente da chi di questi gatti si occupa quotidianamente. «Organizziamo banchini in collaborazione con il Meyer o durante le serate di Empolissima - dice la volontaria Veronica Nucci - ma ovviamente riusciamo a ricavare pochi soldi. Il grosso ce lo mettiamo noi, comprese le spese per le cure veterinarie».

«Tra noi e il Comune c'è sempre stato un tacito accordo sull'esistenza della struttura come sede operativa dell'organizzazione - aggiunge Tiziana Scarselli - ma dal 2011 ad oggi, abbiamo messo pressione agli uffici di competenza, perché seriamente temiamo per le sorti dei nostri gatti». L'associazione Aristogatti, oltre ad occuparsi delle cure, nutrizione e riparo degli oltre 200i felini che ospita, funge da supporto per numerosissime colonie di gatti sparse per tutto il circondario, svolgendo un importante servizio sul territorio. «Ci organizziamo come meglio possiamo - conferma la volontaria Elisa Umek - specialmente nel caso di cucciolate cerchiamo di trovare famiglie affidatarie». Una soluzione per questi gatti serve, e subito. «Quello che vogliamo noi - continua Cristina Perugi - è mettere a norma la struttura, oppure se questo non è possibile, vorremmo che il Comune ci indicasse una nuova struttura».

Chiara Capezzuoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web