Il Tirreno

Empoli

Più di 60 le classi che sforano i limiti ai costi

Più di 60 le classi che sforano i limiti ai costi

I tetti indicati dal ministero vengono spesso ignorati. Solo al Calasanzio sono stati rispettati ovunque

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EMPOLI. La percentuale di sforamenti registrati nelle classi delle scuole superiori dell’Empolese Valdelsa diminuiscono rispetto all’anno scorso, ma i numeri continuano ad essere notevoli. Se lo scorso anno si superavano i tetti in un terzo dei casi, quest’anno si arriva a quota 20%. Meno, insomma, ma comunque tanti: ben 64 liste fuori dai limiti previsti dal ministero. Di queste ce ne sono 9 che sforano i tetti oltre il limite massimo del 10%, oltre il quale secondo le raccomandazioni ministeriali nessuno dovrebbe spingersi seppure in seguito ad attente valutazioni da parte dei collegi docenti e del consiglio di istituto.

Insomma, la situazione resta critica anche e soprattutto alla luce del fatto che la circolare ministeriale dello scorso 26 marzo, firmata dall’ex ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, dispone per l’anno scolastico 2014/2015 l’adozione dei libri esclusivamente in versione digitale o mista e l’abbassamento dei tetti di spesa per le classi prime e terze. In pratica, si legge nel decreto, “nel caso in cui l’intera dotazione libraria sia composta esclusivamente da libri in versione digitale i tetti di spesa sono ridotti del 30%, mentre in tutti gli altri casi i tetti sono ridotti del 20%”. Rimane il fatto che il limite massimo rimane quello del 10% oltre i limiti con tutte le riflessioni e le valutazioni del caso. E veniamo al dettaglio degli istituto del circondario. Ebbene, ad eccezione delle cinque classi del Calasanzio, nessuno è senza macchia. Chi più chi meno ha classi dove la spesa è superiore a quanto previsto. Gli istituti meno oculati da questo punto di vista sono stati il Pontormo, l’Enriques e il Fermi, che hanno più di dieci liste che sforano. Nel primo tra il liceo scientifico, dove ci sono stati 10 superamenti dei tetti con incrementi fino a 23 euro, e il liceo delle scienze umane, dove 6 classi sono fuori dai limiti con una terza che è andata oltre il 10%, ci sono stati 16 sforamenti su 62 classi. Nel secondo, invece, le liste oltre i limiti sono 12 sulle 44 totali: tutte entro il 10% in più, anche se i surplus vanno da 5 fino a 27 euro. Al tecnico commerciale Fermi gli sforamenti sono stati 10 su 36 classi, con 3 classi (una terza e due quarte) dove si è superato anche il limite del 10%. I numeri sono più bassi al Checchi, dove in soli 8 casi su 38 siamo andati oltre i tetti ministeriali e mai al di là del 10%. Più eclatanti, invece, i casi del Da Vinci-Fermi e della paritaria Ss.Annunziata: nel primo su 18 classi gli sforamenti sono 7, con 3 oltre il 10%, mentre nel secondo ben cinque sforamenti su appena 5 classi e con margini davvero consistenti (nella terza linguistico e nella prima e terza scientifico si superano i 430 euro di spesa complessiva). Solo tre situazioni critiche al Ferraris Brunelleschi (tutte all’Ipia) e al Virgilio (nelle quarte dell’artistico). Come accennato, invece, l’unico istituto dove non si sono registrate infrazioni ai limiti di spesa è il Calasanzio.

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