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Per protesta gatti sul tavolo del sindaco

Per protesta gatti sul tavolo del sindaco

EMPOLI. Domani mattina la scrivania del sindaco potrebbe essere invasa dagli ospiti del gattile Aristogatti. Questo è quanto prometteono di fare i volontari della struttura che hanno qualche...

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EMPOLI. Domani mattina la scrivania del sindaco potrebbe essere invasa dagli ospiti del gattile Aristogatti. Questo è quanto prometteono di fare i volontari della struttura che hanno qualche difficoltà a portare avanti il loro “lavoro” a sostegno dei felini abbandonati.

«La nostra associazione, che gestisce il gattile di Empoli , ha intenzione di mettere in atto una forma di protesta verso l'amministrazione comunale di Empoli - si spiega in una nota - in pratica vorremmo portare quanti più gatti possibili sulle scrivanie del sindaco o dell'ufficio ambiente. Questo per avere risposte circa una situazione che cerchiamo di risolvere da anni, ovvero il fatto che nonostante si rivolgano a noi anche le autorità siamo di fatto un'associazione abusiva sul territorio. In sostanza dal 2011 chiediamo di essere riconosciuti come associazione ed ora, dopo vari incontri, non ce la sentiamo più di andare avanti».

Proprio in questi mesi i volontari dell’associazione Aristogatti che gestisce la struttura di via Majorana, in zona Carraia, sono alla prese con una vera e propria emergenza. «Ci troviamo a gestire qualcosa come 600 gatti, tra quelli che accudiamo in loco, circa 300, e il resto sparsi nelle colonie del circondario – spiega la presidente Tiziana Scarselli – e non ce la facciamo più. Siamo pochi volontari, il numero di ospiti è enorme e in crescita. Su dieci telefonate che riceviamo, in proporzione nove ci segnalano casi di felini che necessitano di cure mentre. E sono pochissime le persone che ne adottano uno. Gli spazi sono ridotti e le risorse non bastano per accudirli tutti».

Randagi, ma anche gatti lasciati al gattile da cittadini che non possono più prendersene cura. Ancora di più nei periodi estivi, spesso abbandonati da chi non vuole portarseli in vacanza e li lascia per strada. Al canile di via Castelluccio Dei Falaschi a Marcignana, invece, la situazione è migliore ma non mancano soprattutto in questo periodo i nuovi inquilini. «Siamo a 145 cani – spiega la direttrice Teresa Palvarini, presidente di Arca, in passato ne abbiamo avuti anche più di 200. Lavorano con me una ventina di volontari, molte donne che a turno si occupano della struttura anche in questo periodo. Tutti i giorni, senza sosta perché il lavoro da fare è veramente tanto. Dalle medicazioni coi veterinari, alla nutrizione degli animali, ci sono gli affidi, la pulizia del canile e poi tutte le attività da organizzare per mandare avanti questa realtà». Il Comune, che ha costruito l'area di 12mila metri quadri nel 2007, finanzia ogni giorno un euro a cane: adesso fanno 145 euro al giorno. Ha spese per 40mila euro annui, si sovvenziona grazie alle attività che svolge come cene ed iniziative, il tesseramento (oggi gli associati sono un centinaio) o le adozioni a distanza. Il cibo ai cani lo devono comprare spesso i volontari perché non basta quello donato, come le coperte in inverno.

Filippo Cioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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