Il presidio
Multe fino a 3mila euro per gli annunci incompleti
Devono contenere l’attestazione sul consumo energetico: in regola solo il 20% Centinaia quelli già ritirati e le abitazioni declassate, protestano le agenzie
EMPOLI. Centinaia di annunci immobiliari ritirati dalle bacheche delle agenzie e altrettante abitazioni in vendita declassate. Sono questi gli effetti più pesanti che le novità in materia di certificazione energetica, approvate in questi giorni in Parlamento, stanno producendo anche nel circondario. La conversione in legge del decreto “Ecobonus” ha dato il via ufficialmente alla nuova disciplina, già introdotta all’inizio dell’anno scorso ma finora rimasta in sospeso. In sostanza, nel decreto si stabilisce che «nel caso di offerta di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari, gli annunci commerciali di vendita riportano l’indice di prestazione energetica contenuto nell’attestato di certificazione». E accanto al testo, adesso sono arrivate anche le sanzioni applicabili a chi non si attiene alla legge: da 500 fino a 3mila euro per gli annunci che non riportano le informazioni richieste. Un grana non da poco se si considera che nell’Empolese Valdelsa, secondo gli addetti ai lavori, la certificazione è contenuta solo nel 20% dei casi.
«La normativa ci sta provocando notevoli disagi – spiega Manuela Foschini, titolare dell'agenzia Area Immobiliare di via Ridolfi – nei mesi scorsi abbiamo avvertito tutti i nostri clienti, che sono al corrente delle novità. Tuttavia, molti preferiscono attendere a fare la certificazione e nel frattempo fanno delle autodichiarazioni, in cui indicano la classe energetica. Solo successivamente, nel caso in cui arrivi qualche impegnativa, viene commissionata la certificazione ad un professionista. Purtroppo questi adempimenti finiscono solo per allungare e appesantire la trafila burocratica. Non credo che in una situazione di crisi come quella che stiamo attraversando tali obblighi abbiano molto senso. Anche se alla fine siamo costretti ad attenerci». In molti casi per non rischiare di dover pagare delle multe, le agenzie immobiliari della zona stanno correndo ai ripari cancellando gli annunci che non hanno le indicazioni del caso. Oppure, per rimandare una spesa che comunque alla fine va fatta, gli immobili vengono declassati perdendo di valore. Come confermano molti operatori del settore, infatti, i proprietari che hanno già svolto le pratiche sono pochi, dal momento che esse hanno un costo non indifferente.
Per mettersi in regola con la certificazione occorre il sopralluogo di un geometra abilitato a rilasciare questo tipo di documentazione e la spesa, a seconda delle caratteristiche dell’immobile, può andare da un minimo di 150 ad un massimo di 400 euro per le residenze più grandi.
«Praticamente allo stato attuale nessun privato fornisce la classe energetica prima di arrivare ad un contatto per la vendita – racconta Alessandro Toni, titolare dell'omonima agenzia immobiliare di Empoli – solo i costruttori sono in grado di presentare la documentazione per le abitazioni nuove. Mentre per quelle usate, dove insomma per adeguarsi alle nuove norme bisogna investire centinaia di euro, basta guardare gli annunci per rendersi conto di come nella stragrande maggioranza dei casi siano tutte classificate in fascia G, la più bassa. In un periodo di difficoltà così grave per l'intero settore un provvedimento del genere non può che essere accolto con freddezza. In altro contesto magari molti proprietari avrebbero giudicato l'obbligo di indicare la certificazione come un valore aggiunto per il proprio immobile, ma adesso con prospettive di vendita così lunghe in pochi se la sentono di sobbarcarsi una spesa così rilevante e preferiscono veder svalutato il bene». Anche la nota diffusa dalla Fiaip (Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali) è dura e sottolinea un problema che nella pratica risulta di difficile soluzione e che rischia di deprimere un settore già messo in ginocchio dalla crisi del mattone. «Gli agenti immobiliari non possono obbligare i proprietari di casa a fornirgli l’attestato di prestazione energetica – si legge – e questi ultimi vedono l’obbligo di fornire l’attestato come l’ennesima tassa sull’immobiliare. In questo momento di crisi sarebbe necessario agevolare il mercato anziché continuare a deprimerlo con nuovi obblighi, considerando anche che la tassa occulta della certificazione è stata inserita dal Governo, ma non richiesta dalla direttiva europea: questo è autolesionismo allo stato puro».
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