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No all’anidride carbonica Mangani chiude la porta

No all’anidride carbonica Mangani chiude la porta

Nonostante la sentenza che ha accolto il ricorso della multinazionale Sol il sindaco di Montespertoli ribadisce la contrarietà del consiglio comunale

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CERTALDO. Il tema dell’anidride carbonica continua a tenere banco in Valdelsa. Stavolta è il turno di Montespertoli, con il sindaco Giulio Mangani che torna sulla questione del progetto di estrazione di anidride carbonica Acquabolla nella frazione di Baccaiano. Nell’ottobre 2012 arrivò la sentenza del Consiglio di Stato dopo una lunga diatriba nei tribunali. Se da un lato a Certaldo è in corso un forte dibattito, Mangani ha le idee chiare per il suo Comune: «Servirebbe una variante al piano regolatore per poter consentire alla multinazionale Sol di realizzare lo stabilimento necessario per l’estrazione ma non ricade nelle nostre intenzioni. Si tratta di una scelta politica e questo consiglio comunale già in passato si è espresso negativamente sul tema».

Il sindaco di Montespertoli chiude insomma definitivamente la porta in faccia al processo di estrazione, aggiungendo che dalla stessa Sol non è arrivata alcuna comunicazione dopo la sentenza del Consiglio di stato che ha accolto il ricorso presentato dalla Regione Toscana e dalla stessa multinazionale. Nella scorsa legislatura, quando ancora Mangani era capogruppo in consiglio comunale, presentò un ordine del giorno per ribadire “la propria contrarietà politica a questo tipo di sfruttamento”. Inoltre, come spiegato in passato, la cittadinanza, anche con il proprio coinvolgimento con il piano strutturale rigettò questo progetto.

Ma intanto a Certaldo il sindaco di Certaldo Andrea Campinoti si è rivolto nuovamente a un avvocato in seguito a un cartello che è stato esposto lungo la 429 da Franco Sanasi che promette battaglia sull’argomento. Le tensioni non accennano a placarsi a Certaldo e questa querela è solo l’ennesima che riguarda anche gli stessi imprenditori coinvolti. Il consigliere provinciale del PdL, Filippo Ciampolini esprime solidarietà a Campinoti ma commenta: «Quando chi riveste un ruolo pubblico ricorre al giudice per tutelare la propria immagine ed onorabilità vuol dire che siamo di fronte a un fallimento. Ciò non vuol dire che chiunque è autorizzato ad insultare. Credo che la vicenda sia sufficientemente contestualizzata, considerati i recenti pronunciamenti anche del Pd, sicuramente la posizione di Campinoti non è stata chiara . Auspico che per tutelare la propria immagine il sindaco utilizzi risorse proprie».

Giacomo Bertelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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