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In coma per una puntura d’insetto
Colpita da una meningite tipica della Toscana un’empolese di 40 anni dopo le vacanze all’Elba
EMPOLI. Prima due giorni con un fastidioso (ma non forte) mal di testa. Poi è caduta dalle scale di casa ed è svenuta: dal pronto soccorso del San Giuseppe, un’empolese, di 40 anni, è stata ricoverata in coma nel reparto di terapia intensiva. Tutto per una puntura di una piccola zanzara di cui non si era neppure accorta mentre era in vacanza all’isola d’Elba. L’insetto, un pappatacio, le ha portato una meningite, una forma non frequente, ma (purtroppo per noi) che si registra quasi esclusivamente nella nostra regione. Tanto che i ricercatori l’hanno battezzata appunto “Toscana virus”. Il problema è che questa patologia, comunque molto meno aggressiva, è ancora poco conosciuta dai medici. E a volte, come spiega l’Asl 11, il “Tosv” «non viene individuato perché non viene cercato» .
Tra l’altro la donna empolese, rientrata ad Empoli una decina di giorni fa, non si era neppure accorta di esser stata punta in vacanza dal minuscolo insetto. E, a tre giorni dal rientro a casa, non aveva dato troppa importanza al mal di testa che l’accompagnava. Fino a quando, però, ha perso i sensi ed è caduta dalle scale della sua abitazione.
Al pronto soccorso del San Giuseppe è arrivata in coma ed è stata trasferita nel reparto di terapia intensiva. Qui la diagnosi del “Toscana virus” e in alcuni giorni il miglioramento delle sue condizioni. Ora si trova nel reparto di medicina e, dopo una settimana di ospedale, verrà dimessa in questo fine settimana, o al massimo all’inizio della prossima.
Come hanno accertato i medici del San Giuseppe, il pappataceo le ha provocato una meningo-encefalite virale, definita appunto “Toscana virus” visto che la nostra regione è tra quelle che hanno il maggior numero di questi insetti. Sebbene sia poco conosciuto anche dai medici, come spiega l’Asl 11, il virus rappresenta uno dei principali responsabili della meningite virale nel nostro paese che ammonta a 200-300 casi all’anno. «Uno su tre - si spiega dall’Asl 11 - è da “Toscana Virus”. E accade soprattutto nei mesi estivi, dalla tarda primavera in poi».
Il virus è stato scoperto agli inizi degli anni Settanta dalla virologa italiana Paola Verani nella zona di Orbetello. «Secondo Bernhard Ruf, un ricercatore di Lipsia che ha studiato per sette anni la popolazione di Siena - va avanti l’Asl 11 - il 40-52% dei casi di meningite virale verificatosi da quelle parti sarebbe associato proprio al “Toscana virus” o Tosv. Il picco è in agosto quando è maggiore la presenza di pappataci, i principali vettori del virus, che, con le loro punture, possono trasmettere l'infezione all'uomo. Oltre che in Toscana è stato responsabile di casi documentati nel Lazio, in Umbria, nelle Marche, in Emilia Romagna e in Piemonte». Ma il virus ha ormai varcato i confini nazionali e anche gli esperti di altri paesi mediterranei cominciano a prenderlo in considerazione. Si stima, per esempio, che in Francia, Spagna, Portogallo, Cipro e Grecia possa essere fra i tre principali responsabili di meningiti virali».
Chiara Capezzuoli
Lucia Aterini
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