Il Tirreno

Empoli

Cento studenti senza aula al liceo

di Filippo Cioni
Cento studenti senza aula al liceo

Dal Virgilio devono traslocare a Geometri, le loro famiglie minacciano di lasciare la scuola per Firenze

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. «In casi estremi siamo anche disposti a mandare a studiare i nostri figli a Firenze, per garantirgli una formazione piena». Sono infuriati i genitori degli studenti del liceo Virgilio di Empoli che da settembre frequenteranno le classi quarte e quinte del classico. In totale si tratta di un centinaio di ragazzi che saranno costretti, a scanso di ulteriori decisioni, a spostarsi in maniera permanente dalla sede centrale della scuola in via Cavour a quella distaccata di via Giovanni da Empoli. In pratica nel plesso dell'istituto geometri Brunelleschi, dove si trovano anche alcune classi dell'artistico.

La decisione, a detta di una ventina di genitori che ieri mattina si sono dati appuntamento davanti al liceo Virgilio in segno di protesta, non sarebbe stata comunicata per tempo ai diretti interessanti che avrebbero appreso la notizia dello spostamento delle classi in maniera del tutto casuale. «Ad inizio del nuovo anno scolastico al Virgilio si iscriveranno alle prime 200 ragazzi in più dello scorso anno - spiega Marta Leoni, uno dei genitori - per accoglierli tutti servono ulteriori cinque classi e gli spazi non bastano per tutti. Allora si è deciso, senza che fossimo informati di persona, di mandare i ragazzi delle quarte e delle quinte del classico al Brunelleschi. A quasi un chilometro di distanza e senza le apparecchiature didattiche di cui dispongono al Virgilio. Per noi si tratta di una violazione del patto formativo che abbiamo stipulato con l'istituto quando abbiamo iscritto i nostri figli a questa scuola. Scuola che assicura dei servizi che da settembre potrebbero non avere più».

Di fatto con l'inizio del nuovo anno scolastico gli studenti, se non ci saranno ulteriori sviluppi, cambieranno sede di studio.

«Il quarto e il quinto anno sono quelli più importanti perché preparano alla maturità - aggiunge Morena Montagnani - e vorremmo che i nostri figli potessero godere a pieno dei laboratori della scuola e anche della vicina biblioteca. Spostarli in un altro istituto li penalizzerà in prima persona, e anche gli insegnanti saranno costretti a spostarsi di continuo con perdite di tempo inevitabili. Ecco perché pensiamo che se uno spostamento doveva essere fatto era meglio coinvolgere il biennio dato che molti insegnanti sono dedicati a quelle singole classi. Le aule inoltre attualmente si trovano in via Fabiani, a due passi da via Cavour. Dunque sarebbe stato più opportuno fare un ragionamento di questo genere. Perdiamo in sostanza nella qualità dell'insegnamento e questo aspetto ci preoccupa non poco».

Tanto che alcuni genitori stanno ipotizzando soluzioni estreme, come quella di mandare a studiare i propri figli lontano da Empoli. «Abbiamo appreso della decisione in maniera del tutto fortuita parlando coi ragazzi - spiega Fiorella Bernardini - e meno male è accaduto se no ci saremo ritrovati a settembre del tutto impreparati e senza tempo per fare niente. Abbiamo iscritto i nostri figli al classico consapevoli di poter usufruire di un certo tipo di didattica. Se spostiamo di punto in bianco cinque classi a un chilometro di distanza e in un altro istituto sprovvisto di ciò che serve ai nostri ragazzi, è un grave errore oltre che una mancanza nei nostri confronti».

I genitori hanno avuto già alcuni confronti con il preside del Virgilio Alessandro Marinelli e col il presidente dell'Unione dei Comuni Alfiero Ciampolini. «Speriamo di trovare una soluzione alla questione anche se al momento la decisione sembra essere questa - concludono i genitori degli alunni - noi chiediamo una soluzione alternativa e se spostamento sarà che venga individuata una sede più idonea e vicina a quella di via Cavour. Ne riparleremo dopo Ferragosto, sperando di non dover ricorrere a soluzioni estreme prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Ci dispiacerebbe molto ma ci preoccupa anche il fatto che i nostri figli non abbiano gli strumenti necessari allo studio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera