Il presidio
Morto Grazzini un testimone del marzo 1944
MONTELUPO. Con la scomparsa di Vittorio Grazzini (conosciuto da tutti come Eugenio), se ne va uno dei testimoni diretti della tragica notte fra il 7 e l'8 marzo 1944. Il padre di Vittorio, Dino, fu...
MONTELUPO. Con la scomparsa di Vittorio Grazzini (conosciuto da tutti come Eugenio), se ne va uno dei testimoni diretti della tragica notte fra il 7 e l'8 marzo 1944. Il padre di Vittorio, Dino, fu deportato nei campi di concentramento assieme ad altri 20 montelupini e fu uno dei cinque che tornarono vivi da quell'inferno. Vittorio da allora ha sempre tenuto vivo il ricordo di quella drammatica esperienza e, dopo la morte del padre, è stato in prima fila per portare la sua testimonianza.
Attraverso l'Aned (l'associazione degli ex deportati politici) si è impegnato attivamente, in particolar modo con gli studenti delle scuole elementari e medie, affinché la memoria di quei drammatici eventi non andasse perduta.Il pellegrinaggio annuale ai campi di sterminio lo ha sempre visto presente per testimoniare, partecipare e ricordare. Qualche anno fa aveva scritto anche un documentato libro sulle vicende della deportazione a Montelupo. «Dopo la scomparsa dei superstiti dei campi di sterminio – scrive l’amministrazione comunale – la morte di Vittorio assottiglia le fila anche di chi visse quei drammatici eventi in qualità di familiare.
Risulta ancora più evidente, quindi, quanto sia importante passare il testimone alle generazioni successive, affinché la barbarie che vissero i nostri concittadini non si abbia a ripetere. Questa consapevolezza rafforza ancora di più la convinzione dell’amministrazione nell’investire sulla memoria. I funerali si terranno stamani alle 9 nella pieve di San Giovanni Evangelista.
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