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Empoli

Il Comune unico Gambassi-Montaione tra almeno due anni

Il Comune unico Gambassi-Montaione tra almeno due anni

Patto tra i due sindaci e la Cgil per i bilanci senza stangate ma tra burocrazia e referendum tempi lunghi per la fusione

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EMPOLI. Un altro piccolo passo sincronizzato, in attesa di camminare con le stesse gambe. Anche se ci vorranno altri trenta mesi prima di arrivare alla fusione. I Comuni di Gambassi Terme e Montaione firmano con la Cgil un protocollo d’intesa in merito al bilancio di previsione 2013. Il sindacato rappresentato dal segretario Rossano Rossi (la Cisl invece ha deciso di non sottoscrivere il documento), plaude il blocco delle tariffe per i servizi a domanda individuale e il mantenimento dei servizi (sociale e scuola in testa), ma anche la creazione di un fondo anticrisi (a livello di circondario) destinato al sostegno delle famiglie colpite da fenomeni di interruzione del rapporto di lavoro o in cassa integrazione: un anno fa il tesoretto fu di 70 centesimi ad abitante, quest’anno potrebbe salire a un euro, il che significherebbe avere a disposizione 170mila euro per sostenere le famiglie in difficoltà. Tutto sommato positivo il giudizio del sindacato anche sull’introduzione dell’Irpef a scaglioni, con la progressività delle aliquote dalle 0,4% allo 0,8% (Montaione ha anche ritoccato l’Imu sulla seconda casa). «Tutto questo – sottolinea Rossi – assume un aspetto positivo perché si inserisce in un contesto di “bilanci di guerra”». Tanto per dirla concretamente, con la spending review il Comune di Gambassi ha dovuto far fronte a un taglio di 137mila euro e quello di Montaione di 350mila euro. Uno dei motivi che hanno spinto i due sindaci a lanciare la proposta della fusione. «Ora però – spiegano Federico Campatelli e Paola Rossetti – tocca alla politica portare avanti il processo. I primi incontri coi cittadini sono stati positivi: c’è partecipazione e voglia di capire».

E saranno proprio gli abitanti delle due comunità a decidere se questo matrimonio si farà o meno. Sul piatto ci sono almeno 4 milioni di euro (in cinque anni) di incentivi della Regione per costruire un Comune di 188 chilometri quadrati (quasi il doppio di quello di Firenze), con 8.700 abitanti, ma con oltre 5mila posti-letto. «Il Pd – sottolinea Campatelli – ora deve dimostrare di credere in questo processo, presentandosi in campagna elettorale in questi due Comuni con un “programma di scopo”, con la fusione come unico obiettivo». Sui tempi nessuno si sbilancia. Tuttavia il referendum (in teoria non vincolante ma il cui risultato è sempre stato rispettato dalla Regione) non ci sarà prima delle amministrative e neanche subito dopo. Si andrà quindi (almeno) all’autunno 2014, ma più probabilmente all’inverno. Dopodiché ci vorranno altri 6-8 mesi per completare tecnicamente la fusione, che dunque non sarà fatta prima della fine del 2015-inizio 2016. Un processo lungo, che ha la benedizione del segretario della Camera del lavoro: «Per quanto mi riguarda sono per il Comune unico dell’Empolese Valdelsa».

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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