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«Zero legami tra attività agricola e abusi»

«Zero legami tra attività agricola e abusi»

Il sindaco Occhipinti interviene dopo il sequestro del villaggio di Cambiano costruito senza permessi

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CASTELFIORENTINO. Il sindaco Occhipinti fa alcune precisazioni in merito alla vicenda della lottizzazione abusiva di Cambiano, dove sono stati sequestrati 50 edifici costruiti senza permessi (26 gli indagati).

«Castelfiorentino - sottolinea - presenta un territorio di grande qualità paesaggistica, e sappiamo bene che chi lo abita ha un rapporto diretto con il territorio aperto. Anche la sola coltivazione di un piccolo appezzamento di terreno - prosegue - è una necessità vitale, non solo per quel che la terra produce ma anche per il piacere di passare il tempo libero in un luogo aperto fuori della città. Nell'area interessata dai sequestri non vi è connessione con l'attività agricola amatoriale, la quale è regolamentata e garantita. E, in ogni caso, un conto è la necessità legata alla coltivazione di un appezzamento di terreno, altro è consentire la trasformazione del territorio aperto in barba alle leggi. Ciò che è accaduto è la realizzazione di piccoli edifici che con il passare del tempo, in molti casi, hanno assunto una destinazione residenziale, in quanto dotati di impianti e servizi igienico sanitari».

«Si tratta di una questione molto complessa - prosegue il primo cittadino - che non possiamo liquidare in poche righe, anche perché come sempre accade in questi casi gli illeciti, accertati all'interno della stessa area, sono di diversa natura e gravità e saranno conseguentemente trattati in modo diverso. Un dato è certo: la gradualità degli interventi ha fatto sì che da alcuni manufatti precari originari si passasse - mediante ampliamento e trasformazione degli stessi - a edifici ad uso prettamente residenziale, che in alcuni casi hanno assunto caratteri di tipo cittadino. I rilievi e i sopralluoghi effettuati - hanno consentito di chiarire le fasi e le dinamiche di questo processo: per esempio, dalla realizzazione di pozzi ad uso irriguo si è passati alla richiesta di allaccio alla rete elettrica per l'emungimento dell'acqua dai pozzi e da lì - con atto illegittimo ma anche difficilmente verificabile senza un sopralluogo diretto - all'installazione di cucine, bagni e impianti di riscaldamento e refrigeramento, fino alla costituzione di residenze per il fine settimana e il tempo libero».

«Siamo dunque in presenza di un uso improprio e deleterio del territorio aperto, che abbiamo il dovere di contrastare in modo netto. Castelfiorentino ha alle spalle una lunga tradizione sul versante della pianificazione urbanistica, la quale ha sempre cercato di coniugare lo sviluppo e l'urbanizzazione con la tutela del paesaggio, che in Valdelsa e nella Toscana rappresentano uno dei nostri punti di forza. Per questo, abbiamo il dovere di preservarlo con cura, come un patrimonio da consegnare alle future generazioni».

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