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Fratelli d’Italia contro il pedaggio in Fi-Pi-Li
MONTELUPO. Fratelli d’Italia alza la voce sulla questione Fi-Pi-Li. «Il pedaggio sulla superstrada è qualcosa di assurdo in un periodo di recessione prolungata come questo, si crea disagio a...
MONTELUPO. Fratelli d’Italia alza la voce sulla questione Fi-Pi-Li. «Il pedaggio sulla superstrada è qualcosa di assurdo in un periodo di recessione prolungata come questo, si crea disagio a cittadini ed imprese. Il solo considerare l'opzione di un pedaggio a carico dell'utenza della Fi-Pi-Li dimostra come la giunta, guidata dal presidente Rossi, sia incapace di comprendere che un tale provvedimento si tradurrebbe in un ulteriore costo per le imprese e lavoratori già soffocati dalla pressione fiscale».
Federico Pavese, presidente della commissione comunale per lo sviluppo economico per Fratelli d’Italia, lancia la sua proposta: «Convocherò una riunione della commissione per far valutare ai membri la possibilità di fare un documento di contrarietà al pedaggio, una scelta che penalizzerebbe i tanti montelupini che per lavoro utilizzano la superstrada». Federico Pavese continua analizzando la problematica da un punto di vista di chi produce: «Scelte di questo tipo sfiduciano la popolazione già impensierita da una pressione fiscale esorbitante, senza contare quanto, una scelta come quella del pedaggio, sia penalizzante per le nostre zone industriali che hanno come primo collegamento viario la Fi-Pi-Li».
Condordando con quanto già espresso da Federico Pavese, Miro Scariot di Fratelli d'Italia Montelupo, osserva che: «Gli adeguamenti o trasformazioni per accrescere la sicurezza o porre in essere la manutenzione, della rete viaria, non dovrebbero essere causa di aumenti ma un indolore routine nella gestione dell'infrastruttura». Scariot continua sottolineando che: «I dati macroeconomici parlano dell'ennesimo trimestre dal segno negativo, non può esserci alcuna giustificazione valida per mettere le mani in tasca ai cittadini e far perdere competitività al territorio, ciò equivarrebbe ad un suicidio per l'economia Toscana. La Regione dà l'idea di essere impreparata, è assai grave chiedere un contributo all'utenza».
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