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In arrivo 30 defibrillatori contro le morti cardiache
Entro fine anno in funzione in scuole e impianti sportivi dell’Empolese Valdelsa L’obiettivo di Asl e associazioni è arrivare ad averne uno ogni duemila abitanti
EMPOLI. Avere un defibrillatore ogni duemila abitanti è qualcosa di più di un obiettivo nella zona. Nel territorio del circondario, infatti, entro la fine di quest'anno il numero di apparecchi salvavita dovrebbe arrivare a quota cento. Attualmente sono 70 quelli sparsi per gli undici comuni, ma già si sta progettando di installarne altri 20 in Valdelsa (tra i comuni di Castelfiorentino, Gambassi e Montaione), mentre i restanti andrebbero ad accrescere la copertura già buona dei centri urbani dell'Empolese. La sensibilizzazione su questo tema, imposta negli ultimi mesi da regione Toscana e non solo, ha subito una forte accelerazione in seguito alla morte del calciatore del Livorno Piermario Morosini, avvenuta nell'aprile dell'anno scorso.
Non è un caso che all'inizio di novembre del 2012 veniva varata una legge che impone a tutte le società sportive sia professionistiche che dilettantistiche la dotazione di defibrillatori semiautomatici all'interno dell'impianto di riferimento.La ricaduta che questa rinnovata attenzione sulle tecniche e i dispositivi salvavita ha avuto sul territorio è stata forte, anzi fortissima. «Basta andarsi a guardare la diffusione su tutto il territorio nazionale degli apparecchi – afferma Gionata Fatichenti, della Misericordia di Empoli - e si osserva come la nostra area sia tra quelle più virtuose da questo punto di vista. Ma anche rimanendo nelle vicinanze, pensate che il Comune di Firenze non dispone di defibrillatori in luoghi pubblici». Ed è proprio grazie all'impegno delle associazioni di volontariato, a fianco dell'azienda sanitaria locale, che l'installazione capillare di questi strumenti è stata possibile. In un anno, dalla primavera 2012 al marzo scorso, un progetto in cui hanno collaborato la Misericordia, il 118 dell'Asl 11 e la Cabel ha permesso di raddoppiare il numero di defibrillatori presenti nei comuni dell'Empolese. Grazie al contributo di 55mila euro reso dalla società presieduta da Giovanni Pagliai, infatti, sono stati installati 42 nuovi apparecchi nei comuni di Empoli, Vinci, Cerreto e Montelupo. A beneficiarne prevalentemente sono stati impianti sportivi e scuole. «In circa un anno abbiamo accresciuto la quota di strumenti in dotazione – continua Fatichenti – ma a questo è seguita un'opera di formazione. Abbiamo abilitato all'uso dei defibrillatori allenatori, dirigenti e custodi dei campi sportivi, così come professori e personale non docente all'interno delle scuole. In tutto si tratta di 192 persone che si aggiungono alle centinaia formate negli anni precedenti. Inoltre, da ormai otto anni facciamo corsi Blsd (Basic life support - early defibrillation) a tutte le classi quarte degli istituti superiori di Empoli. Questo progetto ha l'ambizione di andare oltre i semplici adempimenti richiesti in seguito all'installazione dei defibrillatori».
L'accellerata anche sul fronte della formazione, dunque, ha dato i suoi frutti. Solo la centrale operativa del 118 di Empoli lo scorso anno è riuscita a formare e abilitare 700 cittadini all'uso dei defibrillatori, grazie all'aiuto delle associazioni di volontariato. Ma gli addetti ai lavori vogliono accrescere quest'opera di preparazione della cittadinanza. «D'altronde - come ha spiegato Alessio Lubrani, responsabile dell'unità emergenza territoriale dell'Asl 11, in occasione della cerimonia di consegna degli apparecchi alle società sportive e agli istituti del circondario - un evento come la morte cardiaca può colpire chiunque, anche se sono più a rischio le persone che non hanno uno stile di vita sano. Ecco perché essere pronti e sapere come intervenire può essere fondamentale per salvare una vita». Seguire corsi per imparare a prestare primo soccorso è semplice. Le diverse associazioni di volontariato del territorio ne organizzano generalmente a cadenza mensile. Per l'utilizzo del defibrillatore semiautomatico bastano cinque ore di lezione. Mentre per i corsi di primo soccorso è necessario seguire quindici ore di lezione, spalmate in sei lezioni. Alla fine del corso viene rilasciata un'attestazione da parte dell'Asl.
Marco Pagli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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