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Cadono pezzi dal Castello il Comune corre ai ripari
Via libera della giunta a un progetto da 440mila euro per evitare l’installazione di pensiline o reti di contenimento: chiesto un finanziamento alla Regione
VINCI. Il Castello dei Conti Guidi – che ospita il Museo Leonardiano – a Vinci, si sa, è un manufatto delicato. Risale al 1150. Metterci le mani non è mai stato semplice, e anche durante l'ultimo grande restauro terminato nel 2010 comprendente il rifacimento dei tetti, di tutta l'impiantistica, l'adeguamento della struttura per l'installazione di ascensori, il consolidamento della scala d'accesso con conseguente riapertura della torre alta 28 metri e tutto il restyling complessivo, il progetto scelto fu di grande respiro e praticamente perfetto in ogni sua parte.
Gli autori del progetto furono architetti di fama internazionale, lo studio Jaff di Firenze. In extremis e in tempi record adesso è stata lanciata un'altra sfida per mettere definitivamente al sicuro anche il delicatissimo paramento lapideo che costituisce le mura dell'antico castello. Nella delibera della giunta comunale numero 114 approvata il 30 luglio scorso si legge che siccome «recentemente (nel 2012, ndr) si sono verificati distacchi di materiale lapideo dal paramento murario della Rocca dei Conti Guidi, con caduta di detto materiale nella zona sottostante interessata dal passaggio e la sosta di turisti e che tali distacchi potrebbero causare danni per persone e cose, l'ufficio (il settore tecnico, ndr) sta valutando alcune soluzioni provvisorie attraverso la posa in opera di una pensilina a protezione degli accessi in attesa di avere la disponibilità economica per poter effettuare un intervento complessivo di restauro e consolidamento del paramento murario». Insomma, onde evitare - anche se non sarà facile - la posa in opera di manufatti provvisori tipo reti di contenimento o peggio ancora, ecco dunque il progetto definitivo, dal carattere urgente, realizzato ancora dallo studio Jaff, che potrà permettere di consolidare le mura nel modo più consono al valore del complesso. Peraltro tale intervento, come si legge nella medesima delibera, era già previsto nel piano triennale delle opere. Ma adesso l'idea del Comune è quella di partecipare ad un bando regionale, appunto scaduto il 31 luglio, che prevede la concessione di un contributo in conto capitale fino ad un massimo del 60% del costo totale delle opere e fino a un massimo del 10% delle spese tecniche. Per il progetto del castello, che ammonta a circa 433mila euro di spesa, significherebbe poter avere dalla Regione fondi dal piano per la cultura per oltre 233mila euro. Il resto lo metterebbe il comune di Vinci, con 100mila euro nel 2014 e altri 100mila nel 2015. E a Vinci incrociano le dita sulle scelte della Regione, confidando nella bontà del progetto dello studio fiorentino, un progetto dall'invasività minima e redatto nel rispetto assoluto delle strutture antiche della rocca. Per il consolidamento della cortina muraria realizzata in pietra arenaria saranno utilizzate tecnologie all'avanguardia e materiali di nuovissima generazione come resine e colle praticamente invisibili, ma efficacissimi e dalla resistenza straordinaria. Uno dei problemi infatti è proprio la pietra arenaria con la quale è stato costruito il castello. In inverno assorbe acqua, che poi con il gelo aumenta di volume e spesso tale fenomeno causa la frattura del materiale lapideo; è un fatto fisico naturale, e con il tempo i danni si sommano. Quindi è necessario intervenire alla svelta - nel giro di qualche mese al massimo - onde prevenire ulteriori problemi.
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