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Abusi scovati con le soffiate dei cittadini

Abusi scovati con le soffiate dei cittadini

Il sindaco Occhipinti: «I nostri controlli sono scattati grazie a una serie di esposti, nostro dovere far rispettare le regole»

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CASTELFIORENTINO. «Abbiamo fatto verifiche e sopralluoghi. Accertati gli abusi, sono scattate le istanze di demolizione. Che sono state ignorate. E a quel punto la polizia municipale ha trasmesso tutti gli atti alla Procura». Il sindaco di Castelfiorentino, Giovanni Occhipinti, non è sorpreso dalla notizia del sequestro del “borgo abusivo” in località Granocchiaia a Cambiano, disposto dal gip di Firenze Silvia Cipriani che ha bloccato lavori e opere di lottizzazione mettendo i sigilli a case, magazzini, opifici, stalle e serragli in una, ormai ex, area agricola. Le indagini della procura di Firenze hanno scoperto, anche grazie ad una ricognizione aerea, che gli indagati hanno edificato e stavano ancora, in alcuni casi, costruendo il villaggio in totale assenza di permessi del Comune e senza autorizzazione del Genio Civile. L'area è totalmente rurale e così doveva rimanere secondo i piani urbanistici locali.

Complessivamente sono 26 gli indagati dal sostituto procuratore di Firenze Luigi Bocciolini che contesta loro reati per abusi edilizi. Quasi tutti gli indagati sono proprietari e committenti delle opere abusive, ma ci sono anche due capi dell'ufficio urbanistica del Comune di Castelfiorentino accusati di non aver emesso ordinanza di demolizione, in un caso, di un immobile: «Tengo a precisare – sottolinea Occhipinti – che comunque entrambi non sono più dipendenti del Comune e che gli attuali dirigenti non sono coinvolti. E comunque sono convinto che chiariranno la loro posizione e ne usciranno puliti». Individuate tredici case, ventuno magazzini e rimesse, undici stalle e serragli per equini, suini, cani, una piscina, un'officina meccanica e un laboratorio artigianale.

I manufatti sono stati costruiti nell'arco di un decennio: in qualche caso sono diventati dimore stabili, con tanto di cassetta della posta, recinzione e cancello esclusivo; in altri, dimore per le vacanze.

Inoltre, è stato scoperto che nel villaggio era tuttora in corso una progressiva opera di urbanizzazione comprensiva di viabilità interna, raccolta delle acque reflue e scarichi in un rio vicino, linee elettriche e relativi canali, impianti tecnologici esclusivi, pozzi per l'acqua. Per la raccolta dei rifiuti, le indagini hanno accertato che alcuni indagati hanno dichiarato il falso a Publiambiente dicendo di possedere un fabbricato “nuovo” ma ''non accastato'' mentre in realtà la costruzione, abusiva, risaliva ad anni prima. Accusati di falso ideologico alcuni indagati perché in una compravendita dichiararono che il loro “terreno era privo di qualsivoglia fabbricato”. «La vicenda – sottolinea il sindaco – va avanti da anni. Le nostre verifiche sono partite in seguito ad esposti di cittadini. E la polizia municipale ha fatto il suo dovere. Noi lavoriamo sempre per far rispettare le regole».

Il maxi-sequestro scuote nuovamente la comunità castellana, a distanza di appena una settimana dal ritrovamento, all’ingresso del municipio, di due cartucce e una lettera minatoria indirizzate proprio al sindaco e al geometra Roberto Marconi, responsabile dell’Ufficio urbanistica.

Francesco Turchi

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