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Gli oscuri presagi dell’Oratorio dedicato al nome di Maria

Gli oscuri presagi dell’Oratorio dedicato al nome di Maria

10 LUOGHI DA SALVARE Nei boschi dell’Antinoro è andato in rovina un gioiello che nel recente passato è stato teatro anche di riti esoterici

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MONTELUPO. Diversi anni fa, recandoci nei luoghi che andremo a descrivere, nei boschi dell'Antinoro nel comune di Montelupo Fiorentino, fummo colti da una sorta di oscuro presagio, una sensazione che induceva ad allontanarsi velocemente da quella selva. In effetti i segni poco rassicuranti non mancavano. Il luogo appariva all'epoca come un angosciante teatro di oscuri riti esoterici, misterioso e dotato di un fascino perverso; indumenti intimi stracciati, vetri rotti, resti di fuochi accesi chissà quando, cera fusa e oggetti di ogni tipo si potevano osservare all'interno, in un macabro ammasso informe del quale si intuiva la funzione. Adesso è vietato entrare, non vediamo cosa alberga all'interno della struttura, ma l'atmosfera non pare granché cambiata. E rimane la stessa sensazione di disagio.

Aria meno pesante. Tuttavia, così di primo acchito, non si avverte più l'aria davvero impressionante degli anni passati. Nei pressi della grandiosa Villa Antinori, all'interno dei boschi dell'Antinoro appunto, sulla riva sinistra dell'Arno fra Samminiatello e Camaioni, si trova un oratorio appartenuto alla stessa nobile famiglia fiorentina, in origine cappella gentilizia della villa ed in seguito aperto pubblicamente al culto; si tratta dell'oratorio dedicato al Santissimo Nome di Maria, ora di proprietà privata. Arrivarvi non è difficile. Lungo l'antico tracciato stradale che conduceva verso le alture boscose di San Vito, percorsi alcuni tornanti asfaltati, nei pressi di un bivio imbocchiamo la strada sterrata che in origine conduceva nelle vicinanze della villa; proseguendo sulla destra, in discesa, è necessario andare avanti a piedi lungo la strada sterrata che porta all'edificio sacro, a causa di alcuni ostacoli disposti sul sentiero probabilmente per evitare visite indesiderate e persone sospette.

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Percorse alcune decine di metri nell'area boscosa ci troviamo di fronte l'abside della chiesetta. Il tetto della chiesa è ormai completamente crollato; all'interno, come intorno del resto, si respira un'aria tetra, e un qualcosa di sinistro pervade ancora l'ambiente. Dentro quelle mura, accanto a tracce di decorazioni plastiche di un certo pregio, orribilmente sfregiate, si notavano anni orsono scritte inquietanti, evidentemente cancellate dopo le nostre segnalazioni. Adesso ci sono residui di legno e cassette vuote. E degrado. Il bosco copre con le sue alte fronde ogni scempio. Non esistono cartelli di segnalazione turistica per arrivare alla chiesetta, la bella struttura è abbandonata, ma forse è meglio così. Sul sito del comune di Montelupo però troviamo, seppur con schede aggiornate al 2006, le notizie storiche relative all'edificio e sommarie indicazioni per raggiungerlo.

01-_WEBLa storia. L'oratorio fu eretto dagli Antinori in prossimità della loro tenuta, nella quale spiccava la superba villa rinascimentale. In origine, nei primi anni del Settecento, la piccola chiesa nasce, per volontà del patrizio fiorentino Amerigo Antinori, come cappella gentilizia, destinata allo svolgimento delle funzioni religiose per i membri della famiglia; in seguito, fu aperta al culto per tutti i fedeli. Nel 1722 il figlio Vincenzo Antinori fece ampliare la costruzione e fece realizzare le pregevoli decorazioni che ornavano l'interno della navata, delle quali rimangono ancora tracce ben visibili. Negli anni Ottanta del Settecento poi, per volontà del marchese Amerigo, nipote di quell'Amerigo che aveva voluto la costruzione (di cui portava il nome), fu aggiunto l'elegante e pregevole vestibolo; due belle lapidi murate all'interno del vestibolo stesso testimoniano le vicende storiche legate alla costruzione.

L'oratorio, completamente depredato degli arredi sacri, oggi versa in condizioni di degrado assoluto. Il tetto è crollato, la volta originale di copertura è un ammasso informe di calcinacci, le mura perimetrali appaiono compromesse. Il piccolo campanile a vela è in condizioni precarie. Tracce di decorazioni residue testimoniano la fastosità settecentesca dell'edificio, ma quell'epoca appare oggi davvero remota.

(8 - continua)

 

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