Il Tirreno

Empoli

L’architettura degli anni Settanta diventa mostra

L’architettura degli anni Settanta diventa mostra

L’inaugurazione stasera agli Agostiniani: opere pubbliche, palazzi privati e chiese. Un lavoro dei liceali del Pontormo

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EMPOLI. A caccia di “Tracce di Architettura a Empoli”: una mostra che viene inaugurata nell’ambito della programmazione estiva ApritiChiostro, questa sera alle 21,30 al Chiostro degli Agostiniani, e che sarà visibile fino a domenica 28 luglio.

La mostra, curata dall’architetto Marco Frati, è stata realizzata grazie al contributo della Banca di Credito di Cambiano e il patrocinio del Comune di Empoli.

«La Banca di Cambiano, la banca nel territorio, non poteva non riservare un'attenzione particolare e sostenere questa iniziativa di valore – ha sottolineato Paolo Regini Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Cambiano Il principio del credito cooperativo ci porta a reinvestire le risorse finanziarie raccolte nelle zone di operosità, reimpiegandole nel territorio che le ha prodotte, per promuoverne lo sviluppo. L'aspetto che ci ha spinto a "sposare" questo progetto, è stato anche il fatto che il progetto testimoni e rappresenti un'incessante ricerca di qualità dell' architettura empolese, finalizzata anche a favorire le relazioni tra le persone. Ci auguriamo che l'attenzione del fare architettura nel nostro territorio continui ad essere contraddistinto dalla consapevolezza dei "doveri" dell'architettura verso il proprio territorio e verso il bene comune».

La mostra consiste nell’illustrare le più importanti costruzioni edilizie dagli anni che vanno dal 1945 fino agli anni Settanta, passando da opere pubbliche fino ad appartamenti di privati, chiese, bar e teatri.

È una mostra che è il frutto dell’incontro fra alcune realtà importanti della città: i luoghi e i suoi abitanti. «Parlare di architettura e urbanistica infatti – ha spiegato il sindaco Luciana Cappelli – è parlare anche, se non soprattutto, delle persone che usano gli spazi e del significato che assumono i luoghi in funzione dell’utilità che la collettività assegna loro».

Hanno contribuito alla realizzazione alcuni architetti dell’Ordine degli Architetti Paesaggisti Pianificatori e Conservatori della provincia di Firenze, gli studenti di Urbanistica e Pianificazione Territoriale e gli alunni del Liceo Scientifico “Il Pontormo”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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