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Rinchiuse in ufficio pure un bimbo arrestato il rapinatore della banca

Rinchiuse in ufficio pure un bimbo arrestato il rapinatore della banca

Il colpo un anno fa a Certaldo, all’interno c’erano due dipendenti, la donna delle pulizie e suo figlio Tradito dall’accento e dalle telecamere: aveva fatto un “sopralluogo”. Indagini sul complice

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CERTALDO. Disarmato e a volto scoperto aveva rapinato una banca. Prima il sopralluogo, con la scusa di chiedere informazioni per accendere un mutuo. Poi l’azione, decisamente insolita nelle modalità, probabilmente messa in atto insieme a un complice.

Aveva rinchiuso quattro persone in un ufficio (due dipendenti, la donna delle pulizie e suo figlio di otto anni), aspettando per quaranta minuti l’apertura della cassa temporizzata. Poi aveva preso il malloppo (circa quarantaseimila euro) e se n’era andato. Ma a distanza di un anno è stato arrestato dai carabinieri di Certaldo in “trasferta” nel quartiere Brancaccio di Palermo. Giuseppe Conti, 33 anni, pregiudicato, ha pagato la sua sfrontatezza ma è stato tradito anche dall’accento siciliano (con una cadenza tipica della zona di Brancaccio) ed è finito nel carcere dell’Ucciardone.

Nel frattempo le indagini proseguono, perché i carabinieri vogliono capire il ruolo della persona che si trovava con lui al momento della rapina, che formalmente è stata messa in atto dal solo Conti, il quale però si è presentato però in compagnia di un altro soggetto, tanto che i testimoni avevano parlato fin da subito di due banditi.

Il colpo era stato messo a segno il pomeriggio del 4 giugno 2012 nella filiale di via Matteotti a Certaldo della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno. In quel momento all’interno della banca c’erano quattro persone: il direttore, il suo vice, la donna delle pulizie e il suo bambino. Secondo il racconto dei testimoni Conti, in attesa che si aprisse il bancomat aveva spiegato di non essere del mestiere: «Mi dispiace di dover fare una cosa del genere. Ma ho bisogno di soldi».

In realtà il 33enne quando ieri mattina ha ricevuto la notifica dell’ordine di custodia cautelare emesso dal Gip di Firenze si trovava già agli arresti domiciliari perché ritenuto responsabile di una rapina in banca a Milano. I carabinieri certaldesi sono risaliti a lui partendo dalle immagini della videosorveglianza interna della banca.

Hanno visionato anche quelle dei giorni precedenti alla rapina – anche su suggerimento dei dipendenti della banca ai quali quella faccia non sembrava affatto “nuova” – e hanno scoperto che la stessa persona era già stata all’interno della filiale una settimana prima della rapina. Il cerchio si è chiuso dunque intorno a Conti e ulteriori conferme sono arrivate dal Reparto investigazioni scientifiche di Roma che ha analizzato le impronte digitali lasciate dal rapinatore all’interno della filiale.

Nel frattempo i carabinieri certaldesi, con la regia del capitano Giuseppe Pontillo comandante della Compagnia di Empoli, hanno intensificato lo scambio di informazioni con i colleghi palermitani. E ieri mattina hanno raggiunto Giuseppe Conti nella sua abitazione, per eseguire l’ordinanza di custodia cautelare nel carcere dell’Ucciardone.

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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