Il Tirreno

Empoli

Gli artigiani in rivolta «I sindaci sanno solo aumentare le tasse»

Imu, Irpef e Tares: Cna boccia le scelte dei Comuni «E 5 anni non sono bastati a realizzare i 17 km della 429 bis»

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EMPOLI. «Cari sindaci, così proprio non va. Noi chiediamo la riduzione della pressione fiscale, tempi di pagamento più rapidi, burocrazia meno asfissiante e una rete infrastrutturale adeguata. E voi rispondete con scelte campanilistiche e aumento delle tasse. I Comuni dovrebbero avere una visione strategica e invece certe scelte sono finalizzate al mantenimento dell’esistente». Le imprese dell’Empolese Valdelsa si ribellano ai Comuni. E lo fanno attraverso i due massimi esponenti di Cna, il presidente Marco Landi e il coordinatore Paolo Gianassi, che bocciano senza mezzi termini le politiche delle amministrazioni comunali del circondario. Una presa di posizione pesante, perché la Confederazione rappresenta da queste parti 5.444 imprese artigiane, con una massiccia presenza in particolare nel settore moda (813 aziende con circa 5mila addetti) e nelle costruzioni (2.127 imprese).

L’attacco arriva dopo i faccia a faccia con le amministrazioni sui bilanci di previsione: «Quasi tutti hanno aumentato l’addizionale Irpef, anche se con l’introduzione degli scaglioni, e in alcuni casi anche l’Imu, che già nel 2012 aveva portato una stangata per le imprese tra il 75% e il 120%. Mentre lo Stato attua la spending-review per contenere i costi, i Comuni rispondono alla mancanza di risorse aumentando la tassazione: ma non si può continuare così all’infinito».

Non solo: «I sindaci ci hanno esclusi dal confronto sulla Tares: hanno approvato le tariffe senza coinvolgerci. Ora è stato aperto un tavolo, ma ormai serve soltanto a darci delle delucidazioni. E intanto con l’uniformazione delle tariffe in tutto il circondario, nei Comuni di Montelupo, Gambassi e Montaione ci saranno pesanti aumenti per le imprese». E a proposito di rifiuti, è qui che le amministrazioni potrebbero iniziare a risparmiare: «Abbiamo proposto – spiega Landi – di ridurre i costi, dimezzando del 50% il passaggio dei camion per la raccolta del “grigio” e ripristinando i cassonetti della raccolta della carta. Non ha senso – visto il numero di svuotamenti medi – che un mezzo e tre persone passino al setaccio ogni settimana tutte le strade del circondario: spesso girano a vuoto. Ma non siamo stati presi in considerazione».

Quindi il capitolo Unione. Per il momento le funzioni associate sono tre (polizia municipale, sociale e protezione civile): «Troppo poche – sottolinea Gianassi – occorre una rapida aggregazione di forze e uno snellimento delle funzioni di ogni struttura, con la conseguente razionalizzazione dei costi. Qualcosa si muove, ma con tempi lenti e poca determinazione e progettualità. Alcuni esempi? Mi chiedo se ha ancora senso che esistano undici uffici tecnici e altrettanti piani regolatori. O che i Comuni abbiano software gestionali diversi». I vertici di Cna auspicano un’ampia riorganizzazione: «Unificare gli uffici e lasciare gli sportelli sul territorio».

L’emblema della situazione – secondo Cna – è la questione “imposta di soggiorno”: «Nel 2012 sono stati incassati 400mila euro. Ma anziché investire questi soldi in politiche di area per sviluppare il turismo, si è puntato a finanziare una miriade di piccole iniziative, mini-riparazioni e siti internet secondo logiche campanilistiche: se non si cambia può anche essere tolta, così non ha senso». In questo contesto si inserisce il nodo-infrastrutture: «Per la strada interna di collegamento tra il Centro Coop e Carraia a Empoli – puntualizza il presidente di Cna – era stata anche introdotta un’imposta di scopo. Ma poi quei soldi sono stati utilizzati per altro». Infine la nota dolente della 429 bis: «L’autostrada Milano-Napoli, lunga 760 chilometri, con 500 cavalcavia, 35 gallerie e 800 ponti è stata completata, con le tecnologie di allora, in otto anni. È incredibile pensare che un’infrastruttura di 17 chilometri, i cui lavori sono iniziati nel 2008, non abbia ancora una previsione di fine lavori. Senza contare – rimarca Landi – che il tratto Castelfiorentino-Certaldo, che la completerebbe, è nell’elenco dei sogni. Vogliamo tempi e date certe, vogliamo conoscere i problemi e di chi sono le responsabilità. Se la necessità di infrastrutture è vitale per l’economia di un territorio, mi chiedo quanto dipendano da questo ritardo le maggiori difficoltà economiche della Valdelsa rispetto al territorio dell’Empolese».

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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