Il Tirreno

Empoli

Palio, è caos squalifiche «Firma falsa sul verbale»

di Marco Sabia

Porta Bernarda ricorre contro lo stop di tre anni al fantino Silvano Mulas «Un giudice non ha sottoscritto il referto. Pronti a rivolgersi alla magistratura»

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FUCECCHIO. Caos squalifiche al Palio di Fucecchio: la contrada Porta Bernarda, il cui fantino Silvano Mulas ha subito una squalifica di tre anni comminatagli dal Cda, ha presentato ricorso alla commissione dei Probiviri. Secondo i dirigenti rossoneri il verbale redatto dai giudici di gara è invalidato da una firma falsa, quella legata al nome dell'ex fantino plurivittorioso Angelo De Pau «che evidentemente, sottolineano da Via della Nardella, è stata apposta da qualcun'altro».

I giudici di gara, infatti, insieme al mossiere Renato Bircolotti, hanno il compito di stilare un referto sull'andamento della corsa, ognuno in base alla propria sfera d'influenza: la mossa al mossiere e la corsa ai giudici, che quest'anno erano cinque: Viviana Angelini, Dino Cirelli, Simone Pioli, la moglie di De Pau Sandra e De Pau stesso.

Il Nano, questo è il nome di battaglia di De Pau, ha presentato una dichiarazione scritta in cui prende totalmente le distanze dal verbale, sottolineando che «la firma apposta accanto al mio nome nel verbale dei giudici di gara non è la mia, così come disconosco di aver partecipato in alcun modo alla stesura del documento stesso e alla sua sottoscrizione».

Da qui nasce il ricorso di Porta Bernarda, il cui capitano Francesco Bertoncini è letteralmente imbufalito: «Innanzitutto il verbale dei giudici di gara invade impropriamente il territorio del mossiere che è la mossa. Le due firme di De Pau, quella sul referto e quella sul ricorso, sono totalmente diverse, segno che il verbale è ovviamente contraffatto. Per questo non accetterò mai di prendere una squalifica basata su un chiarissimo falso, in quanto anche una sola firma invalida l'intero documento. Se non verrà annullata la squalifica siamo pronti a rivolgerci anche alla magistratura».

La carne al fuoco, quindi, è tantissima: c'è una contrada, la Porta Bernarda, che chiede la testa del cda, come si legge sul ricorso «sollevando immediatamente dai ruoli istituzionali e dirigenziali coloro che (in primis presidente del cda e componenti dello stesso) hanno reso possibile tutto ciò». Da regolamento, in base all'articolo 39, ai fantini è proibito commettere scorrettezze o provocare ostacolo di qualsiasi genere durante la mossa cosa che, c'è da dirlo, è avvenuta, come peraltro il capitano Bertoncini aveva ammesso, sottolineando che un anno di squalifica per il suo fantino Mulas ci poteva anche stare, mentre tre anni erano un'assurdità. Sempre secondo l'art.39, le sanzioni a carico dei fantini sono inappellabili, mentre quelle alle contrade possono esser revocate. È chiaro che, pur sapendo tutti che la battaglia a suon di nerbate c'è stata ed è stata anche prolungata, un'eventuale dimostrazione di inattendibilità della famosa firma getterebbe un'ombra un po' sinistra sul mondo del Palio, che ne uscirebbe con le ossa rotte, soprattutto se tutto sfociasse in un processo vero e proprio. Non è mai successo, per fortuna, di finire in un tale campo minato, dove una contrada si scontra così apertamente con l'istituzione che regolamenta la manifestazione. Ora tocca alla commissione dei Probiviri, personalità esterne di nomina comunale, decidere su questo spinoso caso, ratificando o meno le sanzioni prese in precedenza dal Cda, anche se in passato le sanzioni sono state ridotte, appellandosi al buon senso più che al regolamento vero e proprio. Il dado è tratto: ai Probiviri l'ardua sentenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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