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Torrino del Righi un pezzo trecentesco dimenticato da tutti
10 luoghi da salvare Nel cuore di Empoli, faceva parte della cerchia muraria. Prima apparteneva all’Asl e poi è passato al Comune
EMPOLI. Il torrino dei Righi della cerchia muraria trecentesca, situato nel centro di Empoli, vicino all’ingresso dell’antico ospedale San Giuseppe, dopo decenni di buio assoluto e trascuratezza sotto la proprietà e la gestione dell’Asl, oggi finalmente è stato acquistato dal Comune di Empoli. Per essere, speriamo, riconsegnato alla città. Quale sarà il suo destino? Si accettano proposte. Ma ripercorriamone brevemente la storia.
Le mura empolesi. Empoli nei secoli ha avuto, secondo le ultime ricerche pubblicate, almeno quattro cerchie murarie, molto diverse fra loro per estensione, spessore e altezza. La prima cerchia, della quale non restano tracce murarie in elevato, se non nell'andamento stradale, sarebbe stata quella corrispondente, grosso modo, al quadrilatero formato dalle tre più importanti strade cittadine (le attuali via Del Papa, via Del Giglio, via Ridolfi) e l’attuale piazza Farinata degli Uberti. Questa cerchia fu costruita con tutta probabilità poco dopo la firma del documento fra la contessa Emilia ed il pievano Rolando, il breve del 1119 che dava la possibilità agli abitanti delle case sparse di costruire attorno alla pieve la loro nuova abitazione; in cambio, avrebbero dovuto contribuire alla realizzazione di difese murate. La prima cerchia muraria probabilmente fu ampliata, generando la seconda, dopo il 1255, anno di inizio della progressiva cessione a Firenze del castello empolese. La terza cerchia fu invece iniziata a partire dal 1336, tre anni dopo la disastrosa alluvione che devastò Firenze, il Valdarno inferiore ed anche il castello di Empoli, al pari di Montelupo e Castelfranco. Di questa cerchia, caratterizzata dalla presenza di sei porte, molto più alta rispetto alle precedenti e con possenti strutture murate in laterizio dotate di coronamento aggettante impostato su beccatelli, restano poche ma importantissime tracce: la torre dei Righi, la torre dei Frati, l'andamento di via delle Murina. La quarta cerchia di mura infine, fu fatta costruire dai fiorentini a partire dal 1466 fino al 1507. La fortificazione venne disegnata in modo tale da seguire a poca distanza il tracciato della terza. Ampie porzioni della cerchia trecentesca furono demolite per essere sostituite da questa.
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La fortezza e la torre dei Righi. Nella seconda metà del Cinquecento, in occasione della guerra con Siena, il complesso delle mura fu ulteriormente fortificato con la cosiddetta 'Fortezza Medicea', iniziata nel 1553, imponente quadrilatero ottenuto cingendo il bastione sul quale poi appunto sarà costruito alla metà del Settecento l’ospedale. Oggi è possibile ammirare parti della cortina muraria dell’ultima cerchia passeggiando un po’ in tutto il centro empolese, mentre per quanto riguarda la penultima, possiamo, come già detto, osservare il torrione dell'angolo sud-orientale (dei Righi) con il suo coronamento merlato all’ingresso dell’ospedale San Giuseppe, o la torre mediana del lato sud (o Torre dei Frati cosiddetta perché dominava il complesso agostiniano di Santo Stefano), visibile da via Cavour. Ma è proprio della torre laterizia dei Righi che vogliamo parlare. L’area dove sorge, in prossimità dell’ospedale, è stata per un lungo periodo di proprietà dell’Asl e solo recentissimamente il Comune di Empoli è riuscito, dopo varie peripezie e incredibili lungaggini burocratiche, ad acquistarla. All’interno trova spazio oggi il Grint, aule universitarie e il Centro Attività Musicale. Il complesso è di grande prestigio, ma versa in condizioni precarie ed inadeguate, e la torre ne è l’esempio più evidente. E allora, cosa realizzare nel futuro prossimo all’interno del grande complesso ospedale San Giuseppe-Torre dei Righi-Mura? C’è chi vorrebbe vedervi collocata la sede del Comune di Empoli, chi vorrebbe farne un centro espositivo con area congressi, altri un museo. Di proposte ne sono già state avanzate diverse e alcune molto autorevoli. Ma la nostra idea è quella di attivare ora un dibattito nella cittadinanza, e far lanciare le proposte ai lettori. Le aspettiamo. Una delle proposte sul tavolo da un po’ di tempo, è quella che prevede, ai fini di una riqualificazione complessiva dell’area, di mettere in comunicazione la piazza davanti all’ingresso dell’ospedale con la sottostante via Ridolfi attraverso una strada o una scala. In modo da creare una circolazione più ampia e suggestiva allungando il “giro” e invogliando in questo modo l’apertura di nuove attività. Questa sembrerebbe essere una delle soluzioni più attese. Già il Piano Comunale di Ricostruzione del 1948 – come ebbe ad affermare anche l’architetto Carlo Pagliai - prevedeva di effettuare demolizioni per ricongiungere con un’ampia scalinata la piazzetta davanti allo Spedale Vecchio con via Ridolfi. Ma in questo caso i problemi da risolvere sono complessi. Uno su tutti, come colmare il dislivello di oltre quattro metri esistente fra la piazzetta e la strada, rendendo l’area percorribile. Qualcuno poi ha azzardato l’ipotesi di demolire integralmente tutte le costruzioni presenti nello spazio tra il torrino e l’ospedale con le mura dall’altra. Ipotesi difficilmente percorribile; infatti, se si decidesse per questa via, sarebbe indispensabile sondare il terrapieno con indagini archeologiche che sicuramente restituirebbero manufatti importanti e non demolibili.
(6. continua)
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