Il presidio
Giovane e coraggiosa lascia l’America ed emigra in Italia
Ha preso la cittadinanza e dice: «Negli Usa avrei guadagnato di più ma qui ho realizzato i miei sogni e c’è tanta passione»
EMPOLI. Trentasei anni, due lauree. Americana di nascita, empolese di adozione. Elizabeth Ann Butler, da dieci anni nel nostro paese, è diventata a tutti gli effetti cittadina italiana giurando in municipio a Empoli giovedì. La città dove vive col marito Emiliano. Nata in Virginia, si è laureata alla Syracuse University di New York in scienze politiche e comunicazione. Appassionata di arte, dieci anni fa è arrivata a Firenze e se n'è innamorata. Ha preso un'altra laurea, questa volta in arte rinascimentale, imparando bene l'italiano e trovando lavoro come guida. Inoltre insegna storia dell'arte alla Elon University del capoluogo toscano. In Italia si è sposata con Emiliano, originario di Milano, insieme hanno scelto la Toscana per vivere ed Empoli in particolare.
«Cercavamo un luogo tranquillo vicino a Firenze - dice Elizabeth - una cittadina che mi ha adottata e in cui sto bene. Ottenere la cittadinanza italiana è motivo di orgoglio perché adesso posso dire di essere davvero parte integrante di questa comunità». Sorride se le fai notare che lei, in questo paese, viaggia in controtendenza. In un periodo in cui i ragazzi, e ormai non solo, fuggono all'estero per lavorare, magari proprio negli Usa, c'è chi come lei fa il contrario e sul nostro paese decide di investire il suo futuro. «Amo l'Italia per la passione che anima le persone - spiega - per la sua cultura, per la sua arte che poi è diventata la materia del mio lavoro. E altrettanto mi rattrista vedere uno Stato che taglia proprio sui punti in cui al contrario dovrebbe investire. Percepisco il momento difficile dell'Italia, vedo anche io la fuga all'estero di tante persone che non credono più in questo paese. In coloro che però scelgono di restare c'è tanta passione, voglia di mettersi in gioco e ripartire. Un aspetto straordinario, lodevole e credo anche giusto. E poi, diciamolo, è una terra meravigliosa per le sue bellezze e per la sua storia».
« Personalmente insegnando arte ho trovato in Italia il luogo che desideravo - spiega la ragazza - In America avrei guadagnato di più in termini economici, ma alla fine è qui che ho realizzato il mio sogno». Elizabeth è una donna anche molto impegnata nel campo politico. Fin da giovane ha partecipato attivamente alle campagne elettorali di Bill Clinton, John Kerry e Barak Obama oltre a far parte della National Organization For Women e di Young Democrats. «Ho sempre cercato di portare avanti il mio ideale democratico in nome dell'uguaglianza - dice Elizabeth - e ho fatto campagna politica anche in Toscana. A Firenze, per esempio, sono andata in mezzo alla comunità americana per sostenere l'elezione di Obama a presidente. Ho invitato tante persone a votare, la politica mi attrae e mi ha accompagnato sempre in questi anni».
Le fa piacere parlare dell'Italia e delle differenze che nota con la sua terra di origine. «Ho doppia cittadinanza e mi sento ormai anche mezza tricolore - dice sorridendo - non mi piacciono i disfattisti e in Italia ne vedo troppi. Se prendiamo la sanità, per esempio, il sistema italiano nonostante abbia anch'esso i suoi punti deboli resta migliore di quello americano. Obama ha fatto molto per garantire l'accesso alla sanità a tutti senza distinzioni, ma ancora c'è della strada da fare».
Poi Elisabeth parla anche dei punti deboli dell’Italia. « Al contrario il paese latita molto sulla burocrazia. Sposandomi con un italiano ho impiegato solo due anni ad ottenere la cittadinanza, ma conosco persone che non avendo un legame del genere hanno impiegato molto più tempo. E se magari sei immigrato è ancora più difficile. In America i tempi non sono così biblici, parlo anche della giustizia e di altri settori. In Italia, in ogni caso, i legami interpersonali sono molto curati e la famiglia è davvero un valore. Un aspetto che mi piace molto».
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