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Il comitato pendolari: «No ai treni soppressi»
La richiesta è stata presentata al neoassessore ai trasporti della Regione Vincenzo Ceccarelli. Dubbi anche sull’operazione “Treni sicuri”
CERTALDO. Il Comitato pendolari della Valdelsa ha avuto un incontro con l'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli. «Abbiamo constatato e ci siamo complimentati per i notevoli e apprezzabili miglioramenti a livello di treni, di pulizia, di comunicazione, e manutenzione dei treni che ci sono stati negli ultimi sei mesi - spiegano in un comunicato - dopo di che siamo passati alle note dolenti, i due problemi più evidenti riguardano le continue soppressioni, senza nessun preavviso e apparente motivo, dei treni che da Empoli partono per Siena, e i due Regiostar. Questi ultimi in particolare, con i loro inserimento, come diciamo da oltre un anno, hanno causato uno sconvolgimento generale nella programmazione dei treni nelle due fasce di passaggio dei Regiostar, e come se non bastasse, cosa ancor più grave, quello della sera ha portato alla soppressione del treno delle 21,08 da Empoli per Siena, treno che era utilizzato dagli infermieri degli ospedali fiorentini, che così arrivano circa un'ora in più tardi a casa e magari la mattina presto devono ripartire per tornare a lavoro». «Questa cosa, per noi non è ammissibile, ed infatti abbiamo chiesto all'assessore priorità assoluta su questo problema - dicono - Il tutto si potrebbe sistemare con l'eliminazione dei due Regiostar, che oltre a riportare la linea alla normalità del 2011, permetterebbe di risparmiare, è bene sempre ricordarlo, circa 600.000 euro annuali alla Regione. Su entrambi i problemi l'assessore ci ha ascoltato con interesse e si è mostrato sensibile nel cercare, se possibile, di risolverli». Un'altro punto sul quale hanno portato le nostre osservazioni, è il piano “Treni sicuri”. «Tale piano , da quanto riferitoci, consiste in un accordo stipulato da Trenitalia con alcune forze dell'ordine, per garantire la sicurezza sui treni - spiegano - il costo di questo piano è di circa 800.000 annui suddiviso a metà tra Trenitalia e Regione. Il piano, praticamente, concede alle forze dell'ordine di viaggiare gratis, in cambio della loro disponibilità ad intervenire in caso di necessità durante il viaggio».I pendolari hanno dubbi sull’efficacia perché le forze dell’ordine viaggiano in orario di ufficio.
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