Il Tirreno

Empoli

Prima bolletta Tares a luglio ma l’aumento scatta a dicembre

di Marco Pagli

Stabilite le scadenze dei pagamenti: il secondo è previsto il 20 settembre e l’ultimo sarà a fine anno Per la tariffa i sindaci del circondario vogliono premiare le famiglie che differenziano di più

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EMPOLI. I primi raggi di luce stanno emergendo dalle nebbie della Tares. In attesa del regolamento che deve fissare le modalità definitive di pagamento per la nuova tassa sui rifiuti, sembrano ormai stabilite le scadenze per l’emissione delle bollette agli utenti. Saranno tre: la prima il 30 giugno (con conseguente pagamento a partire dai primi giorni di luglio), la seconda il 20 settembre e la terza il 30 dicembre. Le amministrazioni, che per quest’anno hanno avuto carta bianca nel decidere il calendario dei pagamenti, stanno lavorando adesso su un pacchetto di regole generalizzate a tutti i comuni dell’Empolese Valdelsa per definire il modus operandi. L’idea, infatti, è quella di armonizzare il più possibile i due sistemi, quello della Tia calibrato sul porta a porta e quello della Tares che rispolvera il meccanismo legato a metri quadrati e componenti del nucleo familiare.

L’unica certezza per ora è legata all’aumento in bolletta che arriverà con l’ultima rata: a dicembre le famiglie, oltre ai costi ordinari, dovranno versare una quota ulteriore di 30 centesimi al metro quadrato. Un bottino che andrà interamente allo Stato, a differenza di quanto previsto inizialmente e cioè che questi soldi fossero girati agli enti locali per compensare un taglio sui trasferimenti. «Insieme con gli altri sindaci stiamo ancora discutendo per arrivare ad un regolamento comune in materia di Tares – spiega Federico Campatelli, sindaco di Gambassi, dove è stato messo all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale la determinazione delle modalità di pagamento della tassa – finora l’unica cosa che abbiamo deciso è il termine per la prima rata: i pagamenti saranno possibili dall’inizio di luglio. Sul resto c’è ancora da mettere a punto alcuni dettagli». Primo tra tutti è appunto come far dialogare i due diversi sistemi di calcolo della tariffa. «Se c’è una cosa su cui siamo tutti d’accordo – prosegue – è che dal porta a porta non si torna indietro. Questo ci permette di raggiungere livelli di raccolta differenziata altissimi, un aspetto importantissimo alla luce del fatto che sotto il 65% scattano le sanzioni della Regione. Tuttavia, questo meccanismo ci aveva spinto a calibrare delle regole basate non più solo sulle dimensioni dell’abitazione e sul numero di componenti del nucleo familiare, che invece la Tares reintroduce come criteri discriminanti. Dobbiamo quindi studiare un sistema che riesca a premiare le famiglie che differenziano di più in base agli svuotamenti che effettuano». Anche se un aggravio per chi abita in una casa più grande sembra difficilmente aggirabile. «Le regole che devono stabilire le amministrazioni possono mitigare le direttive che riguardano la Tares – afferma Paolo Regini, presidente di Publiambiente – ma è inevitabile che l’ampiezza dell’abitazione peserà maggiormente sulla bolletta rispetto a prima. Da parte nostra c’è stato fin dall’inizio l’impegno a non aggravare i costi del servizio che quest’anno siamo riusciti addirittura a ridurre di un 3-4% in confronto allo scorso anno. Siamo passati dai 30 milioni di euro del 2012 ai circa 28 milioni di quest’anno, con un risparmio di poco meno di due milioni di euro. Più di così non possiamo, senza contare il fatto che gli slittamenti al pagamento ci hanno già creato non pochi disagi». Disagi che hanno messo a rischio il regolare svolgimento della raccolta e l’accredito degli stipendi per i 400 dipendenti di Publiambiente. E che è stato scongiurato grazie al conguaglio dell’anno scorso messo in bolletta alla fine di aprile e un anticipo da parte dei Comuni alla società. Al momento, quindi, non rimane che attendere il regolamento che dovrebbe essere approvato nel corso di giugno visto che l’ultimo decreto del governo in materia prevede che la delibera che fissa le modalità venga pubblicata entro 30 giorni dalla scadenza del pagamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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