Il presidio
Dame, musici e fantasmi sfilano i 1.200 figuranti
Due ore e mezzo di applausi per la sfilata delle contrade tra leggenda e folklore I costumi realizzati dal Checchi per ripercorrere la storia del castello fiorentino
FUCECCHIO. Due ore e mezzo d’applausi, da piazza Aldo Moro a piazza Vittorio Veneto, tra ali di persone entusiaste dello spettacolare revival nel Medioevo. E che pagine di storia e di folklore hanno fatto rivivere, di quel castello fiorentino che ora à la città di Fucecchio. Tanto che anche il tempo ha messo giudizio, e dopo la pioggia notturna ha dato il via libera al lavoro e alla passione di figuranti e musici. E ai costumi realizzati dai futuri stilisti del Checchi, che hanno aperto il corteggio storico 2013 insieme al gonfalone del Comune e alle autorità. Chiuso infine dal drappellone 2013, opera dell’artista lucchese Roberto Pasquinelli. Ma ecco le 12 contrade in ordine di sfilata con 1.200 figuranti. S.Andrea, campione uscente. Atteggiamento maschile molto marziale, ma anche le monache del monastero fondato nel 1330 dai Della Volta, antenati della famiglia del giornalista Indro Montanelli. Massarella, costruiamo un barchino. Serviva per pescare in Padule, che il granduca Pietro Leopoldo ha bonificato nel 1780. Torre, dal baco alla seta. Nel 1546 un documento di Cosimo de’ Medici attesta che i bachi da seta sono una risorsa. Allevandoli, o rubandoseli l’un con l’altro, ma anche ritrovandoseli nel letto di casa. Ferruzza, il fantasma. La vita di madonna Ferruccia, tra storia – il matrimonio con ser Ferdinando, la nascita dell’unico figlio – e leggenda: nelle notti di luna piena ritorna come spirito. Porta Bernarda, il clan dei Simonetti. Furono allontanati dal castello alla fine del 1318, responsabili di ferimenti e omicidi. Poi avvenne la tormentata riammissione. Porta Raimonda, scacco a Castruccio. Il capitano aragonese Raimondo da Cardona nel 1325 allontana la minaccia di Castruccio Castracani, che aveva già sconfitto l’esercito fiorentino. San Pierino, la pace di Fucecchio. Tra Guelfi e Ghibellini c’era odio, ne fece le spese il conte Ugolino murato vivo in una torre a Pisa. La tregua fu sottoscritta nel 1293 e giurata sul Vangelo. Borgonovo, punto strategico. Il duca Carlo di Calabria si acquartierò nel 1323 a Fucecchio, posizione strategica per tagliare i rinforzi al condottiero lucchese Castruccio e sconfiggerlo. Samo, Fortebraccio in crisi. Gli è ridotta la paga a dieci lance, e il condottiero preferisce essere licenziato, nel 1429. Querciola, in lutto. Piero il fatuo, figlio di Lorenzo de’ Medici annegò su una barca troppo carica di armi, nel 1503. Riprodotto il frontale del sepolcro, conservato nell’abbazia di Montecassino. Cappiano, la natura. I quattro elementi: aria, fuoco, acqua, terra, hanno dato spunto a scene di vita popolare come quando la vita si svolgeva in simbiosi con il trascorrere e l’alternarsi delle stagioni. Botteghe, rovinarsi al gioco. Domenico Marco Buonistalli nel 1505 dilapidò il patrimonio di famiglia giocando a carte e ai dadi, ubriacandosi nelle taverne, spassandosela con le prostitute.
Luciano Gianfranceschi
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