Il presidio
Paesani diventano operai per non far sparire l’Avane
Lavori fai-da-te al campo di calcio: c’è chi taglia l’erba e chi sistema le porte. «Solo così possiamo andare avanti»
Il calcio ad Avane vuol tornare ad essere un punto di riferimento, un momento di aggregazione per tutto il quartiere, «un fatto di socializzazione imperdibile» come dice il presidente della società Leonardo Gambacciani. Il sodalizio, una di quelli storici a Empoli, nato nel 1948, è rimasto oggi con una sola formazione di terza categoria, ultima nel campionato appena concluso. Al di là dei risultati, però, ad Avane c’è la voglia di rinascita, i dirigenti non si sono arresi e oggi ci credono più che mai. Si inizia sistemando il terreno di gioco, tutti insieme come una squadra. Ieri mattina il presidente e altri membri del direttivo, oltre a qualche cittadino di Avane, si sono ritrovati al campo sportivo e divisi i compiti. Chi ha iniziato a tagliare l'erba, chi a sistemare le porte degli spogliatoi e quelle da gioco, a togliere le reti per poi sostituirle.
«Siamo consapevoli che questo è un luogo da difendere - spiega il presidente Gambacciani - per i ragazzi del quartiere poter contare su un’area come il campo sportivo è di vitale importanza, evitano di stare in casa e fanno aggregazione». Anche l'amministrazione comunale si è mossa per dare una mano. «Da quest’anno - specifica il presidente - il Comune ha deciso di dare in gestione alle polisportive i campi sportivi del territorio». In attesa dei primi soldi comunali, ad Avane non si perde tempo. Ieri i dirigenti hanno passato l'intera giornata a lavorare per far tornare “splendente" l'impianto. I lavori dureranno ancora delle settimane.
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