Italia
L’uomo del poker diventato l’incubo della rivale Torre
David Giuggiolini è l’artefice degli anni ruggenti rosazzurri «Il salto di qualità col fantino Coghe: ormai è di famiglia»
FUCECCHIO. È l'attuale presidente, ha griffato tutte le vittorie di Massarella da capitano: è David Giuggiolini, figura storica della contrada Massarella.
Negli anni ha visto esplodere di gioia la sua contrada, dal 1998 al 2004, con quei quattro trionfi che difficilmente dimenticheranno. È senza dubbio, l'uomo più rappresentativo della contrada delle Cerbaie. Nel 2000, quando la rivale Torre non prese parte al palio per problemi interni, la punì portando il secondo cencio nella sede di Massarella. Una sorta di incubo per i rivali torrigiani. «Questo - esordisce - è il palio vero. Non tornerei mai indietro perché la contrada oggi è estremamente coinvolta. Prima era tutto diverso, si instaurava un rapporto di collaborazione con un fantino che poi avrebbe vestito i nostri colori. Con la tratta, invece, il mercoledì sera può cambiare tutto».
In quegli anni ruggenti di Massarella, come sottolinea l'attuale presidente: «Trovammo i fantini giusti al momento giusto, su dei cavalli che poi c'hanno fatto vincere. Nel 2003 e nel 2004 un giusto mix di fortuna e strategie c'ha portato altri due cenci».
Il cavallo, lo ribadisce più volte, è fondamentale. L'assenza di curve complicate e di punti a rischio caduta ha fatto sì che fosse il cavallo l'attore protagonista, colui senza il quale la vittoria rimane un'utopia. I fantini, invece, che vivono 24 ore al giorno il palio, sono diventati dei professionisti molto più completi e preparati. Un fantino, in particolare, è rimasto nel cuore di Giuggiolini e della contrada: si tratta di Massimo Coghe, conosciuto come Massimino II, che nel 1998 portò il primo cencio in sede dopo diciassette anni di snervante attesa. «Per noi - continua - Massimo è uno di famiglia, tanto è profondo il rapporto. Coghe c'ha fatto crescere di mentalità come contrada, dal 1998 siamo diventati qualcosa di più grande». Claudio Bandini, detto Batticuore, che conquistò due palii consecutivi nel 2003 e nel 2004 e poi è andato a montare nella rivale, dove frustò il fantino all’epoca rivale Gianluca Fais detto Vittorio su Ganosu, è rimasto un cruccio per la contrada in quanto da prima ha dato due grosse gioie a Massarella mentre dopo ha impedito una possibile vittoria ai rosablù. Qui Giuggiolini si mostra molto diplomatico, anche se è chiaro come quel gesto di Bandini nel 2008 non gli sia andato giù. I cenci di Massarella, dopo quella carriera, sarebbero potuti essere cinque.
«Alla fine - sottolinea - si tratta di professionisti, non si può pensare di impedire loro di montare in un 'altra contrada. Certo si spera che ci sia sempre rispetto, che se ci deve essere una scorrettezza che questa venga fatta in maniera professionale e non platealmente».
E c'è anche un episodio, che Giuggiolini racconta con gusto e gioia, che gli rimarrà sempre nel cuore: « Nel palio 2003, dopo la tratta, noi eravamo veramente a terra mentre a Torre festeggiavano per il cavallo avuto in sorte. Noi, per dirla tutta, non credevamo molto nel mezzo che avevamo. In quei tre giorni abbiamo vissuto tutto ciò che racchiude tutto un palio: parti demoralizzato e poi la domenica vinci il cencio. E' una sensazione veramente particolare. Il Palio è bello perché riesce a trasformare anche gli adulti in bambini, a farli sciogliere con un’emozione dopo l’altra».
Massarella vinse anche l'anno seguente, sempre con Claudio Bandini, mentre a Torre continuavano a leccarsi le ferite. Qual è il segreto di tale dominio? Come ha fatto Massarella a distruggere paliescamente la rivale Torre? Anche qui Giuggiolini è abbastanza chiaro : «Qui abbiamo un gruppo che prende il nome di G.S.I. (Gruppo Spontaneo d'Iniziativa, ndc) che dal 1970 lavora assieme. Siamo partiti con la Sagra della Zuppa e poi ci siamo buttati in questa nuova realtà della contrada. Abbiamo delle basi e delle fondamenta molto forti. La nostra forza è assolutamente il gruppo. Questo è il nostro grande segreto».
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