Tre rinvii a giudizio per l’appalto di wc a L’Aquila
A distanza di quattro anni dal terremoto che ha devastato L'Aquila, due dirigenti e l'ex amministratore delegato della Sebach di Certaldo sono stati rinviati a giudizio dal Gup Marco Billi al termine...
A distanza di quattro anni dal terremoto che ha devastato L'Aquila, due dirigenti e l'ex amministratore delegato della Sebach di Certaldo sono stati rinviati a giudizio dal Gup Marco Billi al termine dell'inchiesta sull'appalto da 34 milioni di euro per l'installazione dei bagni chimici nelle tendopoli dopo il sisma. Si tratta di Marta Dainelli, 46 anni, nativa di Vinci e residente a San Gimignano, ex Ad dell'azienda certaldese; con lei figurano anche la responsabile commerciale Cristina Galieni, 39 anni, di Empoli e residente nella città del Boccaccio, dove vive anche l'altra indagata, la responsabile amministrativa Sonia Morelli, di 38 anni.
Per tutte l’accusa è di falso materiale commesso da privati e fredo nelle pubbliche forniture. Secondo la procura i quattro interventi giornalieri di pulizia per ogni bagno previsti nell’appalto per la gestione 3.200 bagni chimici installati, per un noleggio complessivo di 79,20 euro al giorno, sono eccessivi rispetto alla realtà. Considerato il numero degli sfollati, ognuno di loro avrebbe dovuto prodotto cento litri di liquami ogni giorno.
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